I sindacati: più risorse al lavoro dipendente

05/11/2004

              venerdì 5 novembre 2004


              sezione: IN PRIMO PIANO – pag: 2
              I sindacati: più risorse al lavoro dipendente
              LINA PALMERINI
              ROMA • I sindacati preparano la battaglia sulla Finanziaria. Non solo confermando la data del 30 novembre per lo sciopero, ma anche cercando di convincere le forze politiche ad affiancarli. Come è accaduto ieri, incontrando i capigruppo parlamentari del Centrosinistra, con cui c’è stata piena sintonia. Più difficile sarà fare breccia nella maggioranza, come si è visto dopo il colloquio tra il coordinatore di Forza Italia e il leader della Cisl, Savino Pezzotta, che ha ribadito la «profonda divergenza sul fisco». Il partito del premier tiene la mano tesa a un negoziato ma le speranze del sindacato sono ridottissime. Sulle misure per lo sviluppo — per i sindacati — il confronto è con la politica ma anche con la controparte. Alla Confindustria che chiede — in via prioritaria ma non esclusiva — una riduzione dell’Irap, le confederazioni pongono una condizione. E, cioè, che la distribuzione delle risorse sia fatta tenendo conto dei lavoratori dipendenti e pensionati ma senza escludere benefici alle imprese. Nessuna contrapposizione, quindi, ma piuttosto chiare condizioni per un via libera.
              «Bisogna fare un’operazione che tenga insieme la difesa dei redditi da lavoro dipendente e da pensione ma anche l’esigenza delle imprese», ha spiegato il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, che, per questa ragione, ha bocciato la riduzione generalizzata delle aliquote «perché non consente di fare né l’una né l’altra cosa». Anche per la Cisl nulla osta a una sforbiciata all’Irap, a patto che ci siano le coperture. «Non c’è una contrarietà di principio ma parte del gettito Irap è usato dalle Regioni per finanziare la spesa sanitaria, serve quindi un elemento compensativo», ha detto Pezzotta. Più tranchant il giudizio di Luigi Angeletti: «Bisogna dare i soldi ai lavoratori, non alle imprese».


              Intanto, nell’incontro di ieri con il Centro-sinistra, il sindacato ha verificato una forte «convergenza» di giudizi sulla Finanziaria. Dunque, sostegno reciproco alle rispettive manifestazioni contro la manovra economica del Governo. Anche se la Commissione di garanzia sugli scioperi sta valutando il sovraffollamento di proteste tra fine novembre e primi di dicembre, il sindacato vuole mantenere la data del 30 novembre. «Multe? Non ci sono i termini per pagarle, né per inibire o condizionare il nostro sciopero», dice Angeletti che ritiene, come gli altri leader, che lo sciopero generale non possa essere regolamentato come le altre iniziative di lotta. E sarà soprattutto una protesta contro la rifroma fiscale. «Resta una profonda diversità di opinione sulla riforma fiscale. Crediamo che non ci siano le condizioni economiche per un taglio delle aliquote», ha detto Pezzotta dopo l’incontro con Bondi mentre da Forza Italia è arrivata la disponilità ad aprire un negoziato.


              Intanto i Ds mettono in campo la loro ricetta contro il carovita «che è un tassa ingiusta», come ha detto Pierluigi Bersani: migliorare la concorrenza con le liberalizzazioni, ridurre le tasse sui redditi bassi, adeguare le retribuzioni all’inflazone reale, restituire il fiscal drag, creare un paniere Istat differenziato per fasce di consumo, fissare un tetto al prelievo sui carburanti, destinare i proventi dell multe dell’Antitrust alle famiglie disagiate.