I sindacati: “Più fondi per gli ammortizzatori”

18/06/2002


MARTEDÌ, 18 GIUGNO 2002
 
Pagina 5 – Economia
 
LA TRATTATIVA
 
Oggi l´incontro di Cgil, Cisl e Uil con il governo sul Dpef
 
I sindacati: "Più fondi per gli ammortizzatori"
 
 
 
 
VITTORIA SIVO

ROMA – Due sole settimane per concludere l´accordo sulla riforma del mercato del lavoro: se è questo l´obiettivo a cui puntano governo e parti sociali (tutte, esclusa la Cgil), l´incontro di questa sera a Palazzo Chigi rappresenta il passaggio decisivo. Imprenditori e sindacati sanno già che Silvio Berlusconi e i suoi ministri non forniranno dettagli sulle cifre del prossimo Documento di programmazione economico finanziaria (Dpef), ma non si accontenteranno di indicazioni troppo generiche. Perché dall´entità delle risorse che il governo metterà in campo per le varie riforme dipenderà la sorte dei quattro negoziati aperti in questa prima parte di giugno, relativi al fisco, al mercato del lavoro, al Mezzogiorno e al sommerso.
«I tavoli per le riforme si chiuderanno entro l´estate con un accordo: non è solo un auspicio, ma qualcosa di più», ha detto ieri il ministro del Welfare Roberto Maroni, contando sui progressi compiuti negli ultimi giorni nei negoziati; e se la Cgil continua a sottrarsi al confronto lo fa «per motivi politici, non sindacali», mentre il dialogo prosegue «con quella parte del sindacato che accetta la sfida del governo per la modernizzazione».
Il nodo principale riguarda la cifra che il governo metterà a disposizione per gli ammortizzatori sociali, soprattutto per aumentare l´importo e la durata del sussidio ai disoccupati, portandolo dall´attuale 40% del salario per sei mesi, al 60% per il primo semestre e poi al 40% e al 30% per i due successivi trimestri. Oggi il governo confermerà questo impegno agli imprenditori e a Cisl e Uil, ma, come ha dichiarato ieri il sottosegretario Maurizio Sacconi, «non è compito né del Dpef, né della trattativa sul mercato del lavoro indicare le risorse necessarie». Insomma il governo in questa fase «non darà i numeri». Anche se indiscrezioni parlando di una disponibilità per il primo anno della riforma di 6-700 milioni di euro.
Cisl e Uil vogliono però la garanzia che la riforma degli ammortizzatori sociali non produca tagli ad altri capitoli della spesa. La Cgil continua a muoversi su una linea di opposizione frontale verso il governo e le altre due Confederazioni. Sergio Cofferati non esita ad accusare Cisl e Uil di tradimento sull´art.18 – «hanno rotto il patto con milioni di persone» – mentre torna a bocciare il governo su tutta la linea: «provvedimenti regressivi» sulla scuola, «stato confusionale» su sanità e ticket. Ragione di più per andare avanti con il programma di scioperi.
Ennesimo spunto polemico contro il governo, la questione degli enti bilaterali imprese-sindacati ai quali la riforma del mercato del lavoro affiderebbe la gestione di alcuni servizi ai lavoratori in una chiave di collaborazione. Alle pesanti critiche di Cofferati a questa soluzione ha replicato ieri Sacconi: «E´ una polemica ipocrita» visto che la Cgil ha una lunga e rispettata tradizione negli enti bilaterali.
Nell´incontro di oggi la Confindustria chiederà invece al governo «più rigore per tenere sotto controllo la spesa corrente», oltre che politiche forti contro il sommerso. Ieri il suo presidente, Antonio D´Amato, ha ribadito l´«assoluta necessità di reintrodurre i ticket per le prestazioni sanitarie». Anche il leader degli industriali torinesi Andrea Pininfarina rimprovera al governo di non avere fatto progressi sul contenimento della spesa pubblica.