I sindacati: non ci faremo intimidire dalla barbarie

16/05/2003

              venerdì 16 maggio 2003

              Corale no all’attacco terroristico che vuole distruggere la dialettica democratica
              I sindacati: non ci faremo
              intimidire dalla barbarie

              ROMA Dal mondo sindacale e politico è corale la condanna dell’attentato che la notte scorsa ha danneggiato la sede della Cisl sarda a Cagliari, l’ultimo di una preoccupante serie che ha preso di
              mira l’organizzazione guidata da Savino Pezzotta.
              Al sindacato di via Po e al suo leader è giunta la solidarietà del presidente della Camera Pieferdinando Casini, «Si tratta di un nuovo atto intimidatorio che prende di mira l’azione riformista e il costante impegno della Cisl a tutela dei lavoratori», scrive Casini, «le forze e i cittadini democratici sono chiamati a respingere, con i fatti e non
              solo con le parole, questa intollerabile aggressione».
              I primi a reagire sono stati i sindacati, la presa di posizione di Cgil Cisl e Uil è dura, «è un fatto gravissimo, la condanna è convinta, senza riserva alcuna» si legge in una nota unitaria delle confederazioni.
              È «l’ennesimo atto intimidatorio nei confronti delle sedi del sindacato italiano, e in particolare della Cisl». Il sindacato – avvertono – «non si
              farà intimidire da chi pensa di interloquire nella dialettica democratica e civile con atti di violenza e di oltraggio verso chi rappresenta un simbolo di civiltà, democrazia e tolleranza». Su questi episodi va fatta chiarezza; «tutte le misure opportune per individuare la matrice e gli autori del vile attentato» vanno messe in campo, chiedono alle istituzioni Cgil, Cisl e Uil che fanno appello a tutti gli iscritti e dirigenti sindacali «ad elevare il livello della vigilanza e l’iniziativa politica» perché «il ritorno della barbarie del terrorismo va ostacolato
              e impedito».
              Parole cui hanno fatto seguito quelle di tante strutture territoriali dei sindacati, dalla stessa Sardegna a Milano, quindi quello personale dei leader. «Sdegno e solidarietà» da parte del segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, «l’attentato è da condannare fortemente.
              Il sindacato italiano non si farà intimidire da vili atti di violenza».
              Per Luigi Angeletti, numero uno della Uil, «il terrorismo è un fenomeno criminale che cerca di sfruttare le tensioni presenti nella società.
              Per questo bisogna stare attenti ai sostantivi e agli aggettivi usati». Solidarietà alla Cisl e condanna «totale» anche dal presidente della fondazione Di Vittorio Sergio Cofferati «ancora una volta – afferma – si
              colpisce il sindacato confederale per colpire la civiltà e la democrazia», «contro il terrorismo e la violenza, in qualsiasi forma si esprimano, non ci può essere alcuna tolleranza», conclude.
              Dal sindacato al mondo delle imprese, il presidente di Confcommercio Sergio Billè parla di «gesto esecrabile» e auspica che il «governo prenda subito tutte le misure necessarie».
              Sdegno e condanna anche dalle forze politiche della maggioranza e dell’opposizione che non nascondono allarme. «Non c’è dubbio che ci sono segnali preoccupanti di una presenza del terrorismo a cui si deve opporre l’unità e la mobilitazione di tutte le forze democratiche», afferma il presidente dei Ds Massimo D’Alema, e la segreteria
              della Quercia affida ad una nota la manifestazione di «viva apprensione e forte preoccupazione» per l«’escalation di atti di intimidazione, di violenza e di vero e proprio terrorismo contro la Cisl». La segreteria dei DS «esprime piena e convinta solidarietà a tutti i sindacalisti colpiti, a partire dal segretario Savino Pezzotta, confermando la presenza
              del partito al fianco di coloro che si battono per isolare i violenti, individuarli ed assicurarli alla giustizia». «Deplorazione», dai Verdi con il presidente Alfonso Pecoraro Scanio, dalla Margherita, con Tiziano Treu che parla di «escalation sempre più preoccupante che non ha niente a che fare con il legittimo dissenso sui problemi sociali» e
              per il segretario dell’Udeur, Clemente Mastella, «un sindacato in un paese democratico di esprimere liberamente il proprio pensiero».
              fe. m.