I sindacati: Maroni offende i pensionati

21/02/2003

        21 febbraio 2003

        Cgil, Cisl, Uil contestano il ministro sulla vicenda dei rimborsi Inps
        I sindacati: Maroni
        offende i pensionati
        «La sanatoria è un atto di solidarietà per chi ha meno»

        ROMA È scontro tra sindacati e il mini-stro del Welfare per la decisione di negare la sanatoria degli indebiti Inps. Una questione che riguarda 447mila anziani a parere di Cgil, Cisl e Uil non si può liquidare «con battute offensive nè tanto meno con indifferenza». La sanatoria è «un atto di solidarietà dovuto» a chi ha un reddito che solo per pochissimo non si colloca nella soglia di povertà, scrivono i segretari della categoria che insistono perché la sanatoria ci sia e promettono battaglia cominciando a fare pressione sui gruppi parlamentari cui si sono già rivolti con una lettera. Non è possibile affermano che un governo così indulgente con gli evasori faccia il forte con i più deboli «con persone povere che hanno percepito quelle somme in buona fede».
        «Ancora una volta il ministro Maroni risponde con stizza e con autentiche inesattezze alle richieste dei sindacati dei pensionati», continua alla nota unitaria in cui si smentisce che le organizzazioni abbiano mai incontrato il commissario straordinario dell’ Inps Gian Paolo Sassi, come invece sostenuto dal ministro, e di non aver mai avanzato alcuna richiesta all’istituto se non altro per il fatto che l’Inps non ha poteri decisionali in materia.
        Il ministro Maroni avrebbe quindi fornito una ricostruzione piuttosto imprecisa dei fatti che per i sindacati sono andati diversamente: appena venuti a conoscenza dell’iniziativa dell’Inps di procedere al recupero delle somme erogate in più hanno inviato una lettera al ministro del Welfare «nella quale chiedevamo – spiegano -una misura legislativa per estendere la sanatoria ai 450 mila pensionati coinvolti. Nel frattempo facevamo richiesta di sospendere le trattenute sulle pensioni». Una richiesta di sanatoria per pensionati che «superano di poche lire il livello di povertà», che i sindacati giudicano «un atto di solida rietà dovuto» e che segue la richiesta già avanzata nel 2001, di varare una legge per evitare l’accumulo degli indebiti. Richiesta rimasta senza una risposta adeguata.
        «Ci sembra singolare – continuano le tre organizzazioni dei pensionati – che un governo che ha espresso una propensione spiccata al perdono per gli evasori, faccia orecchie da mercante nei confronti di persone povere che hanno riscosso in buona fede le somme», sottolineando che «la trattenuta del quinto della pensione richiesta dall’Inps si traduce in un taglio netto dei redditi di sussistenza ed è pertanto insostenibile».
        Sempre in tema di Welfare, ma più sul fronte dell’assistenza, si è tenuto ieri il secondo incontro tra sindacati e governo sul Libro bianco: al termine valutazioni diverse tra Cgil, Cisl e Uil.
        La confederazione di Corso d’Italia ribadisce il proprio giudizio negativo mentre la Cisl definisce utile la discussione e la Uil giudica positivo il confronto. L’appuntamento tuttavia è stato interlocutorio, il prossimo si terrà il 6 marzo.
        A non convincere la Cgil è l’impianto «politico-programmatico», spiega il segretario confederale Achille Passoni, in modo particolare per «l’assenza di riferimenti all’individuo come soggetto detentore di diritti». E a ciò si aggiunga che il «libro» tratteggia «uno Stato che si ritrae dalle sue responsabilità e funzioni e scarica i problemi che la società moderna impone sulla famiglia, intesa, per altro esclusivamente in senso tradizionale». La Cgil comunque continuerà a partecipare alla discussione sostenendo le proprie idee. Una valutazione positiva viene invece data per la condivisione della necessità di restituire alle regioni l’insieme del fondo per le politiche sociali.

        fe.m.