I sindacati: «Internet può salvare Postalmarket»

06/11/2001




CRONACA_MILANO     

Le vendite per corrispondenza sarebbero affiancate da quelle online scongiurando 400 licenziamenti

I sindacati: «Internet può salvare Postalmarket»

      PESCHIERA BORROMEO – Come tre anni fa, tornano a farsi sentire i sindaci nella vertenza della Postalmarket. In quattordici, ieri mattina, al termine di una lunga assemblea indetta dai lavoratori dell’azienda di vendita per corrispondenza in crisi, hanno firmato un accordo impegnandosi a convocare in tempi stretti «una conferenza dei servizi», alla quale invitare la Regione «per individuare percorsi e strategie di salvaguardia occupazionale». Ma non solo: i sindaci di Peschiera Borromeo, San Donato Milanese, Mediglia, Pioltello, Bollate, Settala, Paullo, Pantigliate, Garbagnate, Lainate, Arese, Melegnano, Corsico e Buccinasco si sono dichiarati pronti a tornare a manifestare con i lavoratori, esattamente come accadde nel ’98 quando l’allora proprietà tedesca annunciò l’imminente chiusura. Per i 605 dipendenti (in gran parte donne con un’età media attorno ai 50 anni) è un appoggio incondizionato: sul futuro della Postalmarket incombe la decisione che dovrà prendere a giorni il Tribunale di Milano dove la proprietà, detenuta al 90 per cento dall’ex senatore Eugenio Filograna, ha depositato una dichiarazione di stato di insolvenza. Quattrocento posti sono a rischio.
      I giudici potrebbero optare per un salvataggio attraverso la vendita, per la stesura di un piano di ristrutturazione, oppure per il fallimento. Ma «la Postalmarket – dice Stefano Franzoni della Uil – nonostante gli errori compiuti, ha ancora uno zoccolo duro di clienti e ci sono le potenzialità per un rilancio». La ripresa – sostengono all’unisono dipendenti e sindacalisti – indossa i panni di Internet: una strategia di vendita online combinata con il tradizionale catalogo permetterebbe di far risaltare «le capacità di un’azienda che ha forse la maggior esperienza al mondo nel settore delle vendite per corrispondenza». E che solo un anno fa, in occasione delle offerte pre-natalizie, evadeva qualcosa come 46 mila richieste settimanali. Oggi, nell’attuale difficile situazione, gli ordini non sono più di 8 mila a settimana ma solo pochi mesi fa, prima dell’annuncio di Filograna, non ne arrivavano meno di 30 mila.
      La formula Postalmarket abbina semplicità e funzionalità: un catalogo distribuito nelle caselle e nelle edicole; la possibilità di scegliere gli articoli ed ordinarli per posta o per telefono (dalla metà degli anni Ottanta) e, ora, anche su Internet; un sistema di corrieri che consegna entro un raggio di 200 chilometri. «I tempi di recapito – spiegano i lavoratori – sono sempre stati attorno ai 15, 20 giorni, ma con l’utilizzo dei nuovi servizi postali celeri si potrebbero ridurre. A patto, però, di volere salvare un’azienda con 50 anni di storia».
Barbara Sanaldi


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