I sindacati: il Dpef è ancora vuoto

15/07/2005
    venerdì 15 luglio 2005

    Pagina 12 – Economia

      LA REAZIONI

        Confindustria vuole garanzie sull´Irap, cauti gli altri

          Montezemolo smorza l´ottimismo
          I sindacati: il Dpef è ancora vuoto

            "Per la prima volta il governo ha ammesso la crisi e il mancato controllo della spesa"

              ROBERTO MANIA

                ROMA – Questa volta per le parti sociali, sindacati e imprese, è stato persino difficile bocciare il Dpef, visto che non contiene alcuna indicazione precisa di interventi di politica economica. Resta generica, infatti, l´entità dello sgravio Irap così come le misure per il rientro dal deficit imposto da Bruxelles. Su un punto, tuttavia, le parti hanno concordato, al termine dell´incontro di Palazzo Chigi: per la prima volta – in stridente contrasto, peraltro, con l´ottimismo espresso dal premier Berlusconi – il governo ammette la gravità della situazione economica prevedendo per il 2005 una crescita del Pil pari a zero, e dice, anche, che la spesa pubblica gli è sfuggita di mano. Ma il vero confronto è rinviato alla Finanziaria di settembre, quando l´esecutivo dovrà tradurre in provvedimenti i "titoli" (come li ha chiamati ieri il leader della Cisl, Savino Pezzotta) del Dpef . E i primi segnali preludono a un dialogo tortuoso, se non a un vero e proprio scontro. D´altronde «l´ottimismo – ha replicato da Maranello il presidente della Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo – si giustifica in funzione di scelte che si fanno». Dunque quello di ieri è stato più un appuntamento rituale, condizionato dalle decisioni prese dall´Ecofin per l´Italia nei giorni scorsi, piuttosto che un´occasione di confronto tra interessi diversi.

                La vaghezza della strategia, tuttavia, non ha attenuato le preoccupazioni. Anzi. «Il 2005 – ha detto il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani – sarà uno degli anni peggiori della storia del Paese, perché avremo crescita zero e aumento del debito. Siamo in presenza di un quadro fortemente problematico se non aleatorio. Vale sia per la politica di sviluppo, sia per l´aumento del debito». Mentre – ha ricordato Epifani – la crisi occupazionale sta diventando drammatica: il fondo per la cassa integrazione si sta esaurendo, e i lavoratori sospesi sono 52 mila contro i 26 mila di solo sei anni fa. La lotta al sommerso – ha aggiunto il segretario della Uil, Luigi Angeletti – deve tradursi in un fatto concreto.

                  È sull´Irap che si è concentrata l´attenzione delle imprese. «Il governo – ha spiegato il vicepresidente della Confindustria Andrea Pininfarina – ha dato solo indicazioni di massima ma nessun dettaglio concreto. E questo suscita tutte le nostre preoccupazioni. L´esecutivo non ha affrontato né il problema della copertura finanziaria della riduzione dell´Irap, né, tantomeno, ha fissato i tempi dell´intervento».