I sindacati: i violenti sono nostri nemici

11/03/2003




Martedí 11 Marzo 2003
COMMENTI E INCHIESTE
I sindacati: i violenti sono nostri nemici


ROMA – Sulla lotta al terrorismo non c’è stata esitazione. I dissensi, le polemiche aspre di questi mesi non hanno ostacolato la decisione dei tre segretari generali di Cgil, Cisl e Uil di agire unitariamente. La volontà e anche la necessità di testimoniare la chiarezza e la fermezza del sindacato contro tutti i fenomeni di terrorismo e violenza ha lasciato la dialettica sindacale un po’ indietro, a fare da sfondo a una battaglia di «democrazia e libertà». È così che le tre Confederazioni hanno deciso di convocare per giovedì un’assemblea unitaria a Roma, invitando anche istituzioni e politici (ma senza che intervengano dal palco). Uno sforzo di compattezza per dimostrare che è il sindacato uno dei bersagli della strategia delle nuove Brigate rosse. «Combatteremo in tutti i modi il terrorismo, che è nemico della libertà, della democrazia, del sindacato e dei lavoratori», ha detto ieri il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, durante la manifestazione che si è tenuta a Roma in occasione della consegna al Parlamento di 5 milioni di firme contro la modifica dell’articolo 18. Epifani ha risposto alle accuse di chi in questi giorni ha indicato, ricordando anche il passato, il sindacato come uno degli ambienti da vigilare. «Nessuno – ha detto – può dire alla Cgil di essere benevola verso il terrorismo: è nostro avversario». Preoccupato è soprattutto il leader della Cisl, Savino Pezzotta, che ha visto la sua organizzazione obiettivo di almeno 15 attentati in altrettanti sedi territoriali. «Il movimento sindacale sta reagendo – ha sottolineato – e giovedì a Roma abbiamo convocato un’assemblea unitaria di quadri per rispondere in maniera ferma al terrorismo. Occorre – ha aggiunto – una risposta politica forte, ampia, sia da parte del mondo sindacale che da tutto il complesso del mondo del lavoro». E ieri un volantino di minacce, con la scritta "pagherete caro, pagherete tutti" è stato recapitato alla sede della Uil di Genova: a rivelarlo il leader dell’organizzazione Luigi Angeletti che collega l’episodio «alla recrudescenza del terrorismo in Italia». Il terrorismo unisce, finora lo hanno fatto anche il no alla guerra e la manifestazioni per la pace, ma le sfide unitarie più grandi sono altrove. Per il sindacato confederale ci sono almeno due appuntamenti decisivi: il primo è quello sulla politica industriale, il secondo sulle pensioni. Oggi, in serata, il ministro delle Attività produttive, Antonio Marzano, ha convocato Cgil, Cisl e Uil per discutere di crisi industriale e competitività del Paese. Un incontro che segue due appuntamenti delle settimane scorse tra sindacati e Confindustria sullo stesso tema. Sulle pensioni invece (vedi pag. 13) si sta cercando, non senza difficoltà, di mettere a punto un documento unitario. Tra questi tentativi c’è sempre la vicenda del contratto dei metalmeccanici. E il referendum sull’articolo 18.
LINA PALMERINI