I sindacati: governabilità al primo posto

12/04/2005
    martedì 12 aprile 2005

      sezione: IN PRIMO PIANO – pagina 2

        LA LINEA DELLE CONFEDERAZIONI

        I sindacati: governabilità al primo posto

        ROMA • Il sindacato è pienamente d’accordo con Luca Cordero di Montezemolo. Come il presidente di Confindustria, tutte e tre le centrali sindacali credono che il Paese, già in evidenti difficoltà economiche e sociali, non possa permettersi un intero anno di campagna elettorale. Un’esigenza condivisa da tutto il mondo del lavoro, del resto, perché se Cgil, Cisl e Uil ieri sono state esplicite, altrettanto netto è stato il segretario g e n e r a l e dell’Ugl Stefano Cetica, secondo il quale è « molto meglio tornare a votare che assistere a un’estenuante campagna elettorale o al già sperimentato e inconcludente turnover di qualche ministro » .

        E se non ha dubbi sull’opportunità di voltar pagina il vertice dell’Ugl, che pure avrebbe buoni motivi per sostenere il Governo di Centrodestra, proprio nessuno possono nutrirne gli altri sindacati che da tempo ormai hanno fatto una scelta precisa in materia politica o quanto meno di governabilità. E così Carla Cantone, segreteria Cgil, ha ribadito che il Paese non può permettersi i tempi delle verifiche politiche. Savino Pezzotta ha chiesto che se non si va al voto si scelgano almeno due o tre cose sulle quali concentrarsi, e ha indicato il Mezzogiorno, il settore industriale, e quindi la competuitività, la tutela dei redditi dei ceti popolari. Sostanzialmente d’accordo Luigi Angeletti, che ha parlato di elezioni anticipate, ma da tenere solo, ha detto, se il Governo per divisioni interne non riesce ad affrontare i problemi veri.

        Posizioni esplicite, e del resto il voto amministrativo di dieci giorni fa non può non aver cancellato ogni possibilità di un ripensamento strategico, data la nettezza della decisione dell’elettorato. Guglielmo Epifani lo ha detto subito a chiare lettere, affermando che gli elettori avevano espresso l’esigenza di un « radicale cambiamento » .

        Una nettezza di posizioni che però lascia spazio a un intenso lavorio all’interno di ciascuna confederazione, soprattutto in vista dei congressi in programma nei prossimi mesi.

        Se infatti la Cisl ha fissato per il prossimo luglio la propria assise ed è quindi in queste settimane tutta presa dal dibattito interno, anche la Cgil e la Uil hanno fissato per la prima metà del prossimo anno i loro congressi. E proprio per avviare la discussione che si svolgerà in quelle sedi, sempre molto attenta al rapporto tra sindacato e politica, la Uil ha riunito venerdì la propria direzione, mentre la Cgil ha convocato i suoi massimi dirigenti oggi e domani per una discusisone dei temi di maggior interesse.

        La situazione interna più distesa è quella della Cisl, perché la leadership di Savino Pezzotta è assolutamente fuori discussione, e questo ha smorzato la discussione tra le diverse anime che restano sempre vive nella confederazione e che, nonostante adesso abbiano identici punti di riferimento politici, interni al Centrosinistra, continuano a confrontarsi a volte anche duramente. Il problema della successione a Pezzotta è ancora lontano e non sembra scaldare gli animi più di tanto.
        Diversa la situazione in Cgil, dove il congresso di febbraio dei Ds ha spostato alcuni pesi, dando luogo a una situazione più equilibrata. Epifani, che non ha schierato la confederazione e non si è schierato tra le diverse parti, ha certamente fatto del bene alla sua organizzazione, perché le ha restituito un’autonomia che era stata persa in passato con grave nocumento.

        In più si sono riequilibrati i pesi perché una parte della confederazione (e della segreteria) si è spostata dalle posizioni del Correntone di Fabio Mussi allargando il consenso verso la maggioranza del partito. Operazione importante per tutti perché questa situazione di maggiore equilibrio ha consentito il riaprirsi del dialogo tra le diverse parti della confederazione, sempre in vista di uno sbocco unitario. Già il fatto che al congresso Ds tutta la confederazione si sia ritrovata in un documento sul lavoro dimostra la possibilità di future importanti intese che rafforzino l’unità interna della confederazione.

          Ancora alle prime battute il dibattito interno alla Uil, dove non esistono più aree di interesse verso il Centrodestra a causa delle delusioni patite soprattutto in tema di dialogo sociale, sempre insifficiente. Ma confronto comunque interessante tra chi pensa che la politica abbia ormai, tanto più dopo il voto del 3 e 4 aprile, una sua stabilizzazione, per cui sia possibile cominciare a discutere di quale debba esere il ruolo del sindacato e chi invece pensa che la situazione sia ancora passibile di cambiamenti, anche rilevanti, per cui sia necessario forse attendere ancora prima di pronunciarsi sul ruolo del sindacato.