I sindacati fanno quadrato sugli enti

12/09/2001





I sindacati fanno quadrato sugli enti
Mercoledì 12 Settembre 2001
CGIL, CISL E UIL CHIEDONO UN INCONTRO A TREMONTI PER LA CESSIONE DEGLI IMMOBILI DEGLI ISTITUTI PREVIDENZIALI E LA LORO RIFORMA
Uil tranquilla: per le pensioni in vista solo piccoli ritocchi
 
ROMA
Sulla riforma degli enti previdenziali ipotizzata dal governo i sindacati vogliono chiarimenti. In un telegramma i segretari confederali di Cgil e Cisl, Giuseppe Casadio, Betty Leone, Pierpaolo Baretta e Giovanni Guerisoli e il segretario generale aggiunto della Uil, Adriano Musi, chiedono al ministro dell’Economia Giulio Tremonti un «incontro urgente» sulla cartolarizzazione del patrimonio immobiliare degli enti previdenziali e sulle ipotesi di riforma della natura giuridica degli Istituti.
Nella missiva, i sindacalisti ribadiscono che si tratta di questioni che «riguardano direttamente l’equilibrio economico degli istituti di previdenza», e quindi gli interessi di lavoratori dipendenti e pensionati. «Se si vuole con la privatizzazione risolvere alla radice la discussione sulla previdenza e sull’assicurazione infortuni – ha detto Musi – togliendo ogni riferimento alla previdenza e all’assicurazione pubblico è meglio dirlo con chiarezza. Efficienza e sburocratizzazione è quello che chiediamo al ministro di perseguire, respingendo il qualunquismo aprioristico del privato è bello ma sapendo distinguere tra diritti e doveri». No insomma, conclude Musi, alla privatizzazione dei diritti e al superamento del controllo esercitato sugli Enti dalle parti sociali.
E la prossima settimana – la data non è ancora fissata – il governo incontrerà le parti sociali con all’ordine del giorno la Finanziaria 2002. Lo ha detto il segretario generale della Uil Luigi Angeletti in una conferenza stampa al termine del comitato centrale Uil che ha preparato i lavori del prossimo congresso che si terrà il 3, 4 e 5 marzo prossimi al Lingotto, a Torino. Intanto, mentre ieri si è tenuta una nuova riunione tecnica della Commissione Brambilla, incaricata di preparare la verifica sui conti previdenziali, la Uil conferma la sua indisponibilità a stravolgimenti delle attuali normative. «Non c’è un’emergenza pensioni, anzi – dice Angeletti – i risultati della riforma Dini sono andati anche oltre le attese». Secondo Angeletti, «a settembre si affronteranno i temi della Finanziaria, la verifica sulle pensioni ci sarà dopo: alla fine del mese o ai primi di ottobre. La verifica confermerà che gli obiettivi della riforma sono stati tutti conseguiti. Non ci sarà bisogno di tagliare, ma solo di fare aggiustamenti». Insomma, «servono probabilmente dei ritocchi, come incentivi (stipendio più alto) per chi resta al lavoro e l’armonizzazione dei contributi per i collaboratori coordinati e continuativi. Sono una categoria con pochi contributi che produrranno pensioni bassissime e di fatto producono già una sorta di dumping sociale: visto che costano poco, sono i contratti più diffusi. Se le nostre proposte saranno accolte noi saremo pronti all’accordo con il governo». Anche senza la Cgil? «Eventualmente sì. Su tutto noi facciamo gli accordi di cui siamo convinti e che riteniamo utili. Un "no" della Cgil sarebbe un problema politico serio ma non un impedimento. Dobbiamo uscire dalla logica che o c’è unanimità o c’è la paralisi». Ma allo stesso tempo, il numero uno Uil avverte l’Esecutivo: «Se "dialogo sociale" vuol dire che l’opinione del governo può cambiare dopo l’incontro con le parti sociali, va bene. Se si intende invece che il governo informa su quello che vuole fare e poi lo fa a prescindere, allora non siamo d’accordo».
Infine, torna all’attacco sul tema del fisco il presidente di Confcommercio Sergio Billè. «Non si può sempre dire che la questione fiscale sarà rinviata. Questa coalizione, d’altra parte, ha fatto della questione fiscale il punto centrale del proprio successo. Credo sia doveroso iniziare a restituire quello che gli italiani hanno dato al governo in termini di consenso». Secondo Billè – che ha parlato a margine del convegno dell’Aer-Anti-Corallo – «dobbiamo ridiscutere tutta la vicenda Irap sul versante imprenditoriale e dovremo discutere molto seriamente, al di là della questione pensioni, anche la vicenda Irpef perché è là che si fa il decongestionamento del fisco, che si abbassa la pressione fiscale che al momento strozza le famiglie».
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