I sindacati divisi rinviano il vertice unitario

21/02/2002





Pezzotta: �No alla riforma dei licenziamenti, ma accettiamo il confronto� – Cofferati: diritti non negoziabili
I sindacati divisi rinviano il vertice unitario
Li.P.
ROMA – Tre conferenze stampa separate, tre opinioni diverse. Il lungo confronto a Palazzo Chigi ha spaccato il sindacato. Che ha rinunciato anche a tenere il summit unitario in un primo tempo previsto per la serata. Se ne riparler� luned� prossimo, quando le segreterie di Cgil, Cisl e Uil si incontreranno, dopo aver sentito le rispettive rappresentanze, per decidere i prossimi passi. Il no della Cgil, prevedibile, � arrivato subito dopo che il premier ha esposto la sua proposta per riavviare il dialogo sulle deleghe. Sergio Cofferati ha rilanciato: �Senza stralcio della parte sull’articolo 18 e sull’arbitrato non si pu� andare avanti�. �La Cgil non aderir� alla proposta del Governo – ha precisato Cofferati – il direttivo della confederazione decider� il da farsi�. La riunione del parlamentino Cgil � in programma oggi e sar� l’occasione per proporre anche lo sciopero generale o pi� forme articolate di lotta. Ma la linea di interpretazione � stata chiara fin da subito: �La Cgil non � disponibile a negoziare i diritti dello Statuto dei lavoratori n� con il Governo n� con gli imprenditori. Il Governo ha respinto la nostra richiesta di stralcio sull’articolo 18 che introduce la possibilit� di licenziamenti discriminatori. Quindi la Cgil non � disponibile a negoziare�. Per Cofferati infatti �il Ddl delega rimane integro, c’� solo un rallentamento dell’iter parlamentare�. Sud e societ� europea sono gli unici temi su cui Cofferati si � detto disponibile a discutere. Disponibilit� al confronto � stata espressa invece da Savino Pezzotta, leader della Cisl: �Sull’articolo 18 noi non siamo, come non siamo mai stati, disponibili. Se il Governo dovesse approvare quel testo con quelle modifiche noi sappiamo quello che dobbiamo fare: in caso di rifiuto proporremo forme di lotta pi� avanzate. E lo stesso vale per la norma sull’arbitrato. Ma noi non ci vogliamo sottrarre al confronto sulle altre parti della delega. So bene che � un passaggio strettissimo ma era stretto anche quello del conflitto subito. Andremo al confronto per trovare una soluzione. Intanto abbiamo ottenuto il risultato di avere bloccato l’iter della delega�. Per Pezzotta, tra l’altro, non �c’� una rottura tra sindacati: ci sono valutazioni diverse ma sugli obiettivi siamo d’accordo�. E se la Cgil proclamasse lo sciopero generale? �Sarebbe – � stata la risposta del leader cislino – lo sciopero generale della Cgil, ma non contro il sindacato perch� anche noi siamo contrari a modificare l’articolo 18�. Pi� attendista la posizione della Uil, che rischia di spaccarsi anche al suo interno. Luigi Angeletti ha spiegato che �la sua organizzazione resta interessata alla trattativa� e gi� oggi sar� avviata una rapida consultazione della base per organizzare le prossime mosse. Domani � in programma la riunione della segreteria che decider� la risposta ufficiale da dare al Governo. �Riteniamo – ha aggiunto Angeletti – che, poich� c’� stato un primo risultato, debba aumentare la capacit� di iniziativa e creazione del consenso in modo che anche il Governo si convinca che oltre all’accantonamento, si arrivi alla inevitabile eliminazione dall’agenda del confronto del tema dell’articolo 18. Per questo il 16 marzo abbiamo fissato il work day in tutti i collegi elettorali per sensibilizzare l’opinione pubblica e politica�. Trattative e protesta potrebbero dunque andare di pari passo. Angeletti ha comunque sottolineato che �per la Uil � tecnicamente impossibile avviare la trattativa prima del congresso che si terr� dal 4 al 6 marzo�.

Gioved� 21 Febbraio 2002