“I sindacati difenderanno chi si rifiuterà di lavorare”

10/03/2011

Milano – Gigi Petteni, segretario generale della Cisl Lombardia, come giudica la deroga concessa ai negozianti milanesi per la festa del 17 marzo?
«Molto negativamente. Ci sono dei momenti in cui o certe decisioni si prendono integralmente per i valori che rappresentano, o significa che non si crede in questi valori. Se dopo 150 anni si decide di dedicare una giornata per celebrare l´Unità d´Italia, si ricorda la nostra storia. Non si butta tutto in moneta. Altrimenti vuol dire che questa classe politica non sarà mai in grado di darci delle prospettive per il futuro».
Ha qualche consiglio da dare ai lavoratori su come comportarsi quel giorno?
«Se fossi un lavoratore e il mio datore mi chiedesse di lavorare quel giorno, non lo farei. E se minacciasse il mio posto di lavoro, mi rivolgerei al sindacato e al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Ecco quello che farei. Se siamo un Paese serio è giusto che impariamo a rispettare la nostra storia. Altrimenti non saremmo mai in grado di mettere nel motore quella benzina che ci serve per ripartire veramente».
I commercianti, però, sostengono che con la crisi è meglio lavorare.
«Pur essendo un sindacalista non sono d´accordo. Su questo tema, da un lato abbiamo visto l´atteggiamento pidocchioso di Confindustria. Poi quello del terziario, che sostiene di essere più in difficoltà di altri. Io credo che in questi 150 anni il mondo delle imprese abbia ricevuto troppo dalle istituzioni. E come sempre accade, quando si riceve troppo si perde la misura».
Cioè?
«In questo Paese c´è chi ha dato molto e chi ricevuto molto. Festeggiare il 17 marzo è un modo per fermarsi a riflettere sulla nostra storia per poi fare nuovi progetti. Un Paese che ha passione civica deve saper mettere in campo sempre i suoi valori. Se, invece, tutto questo manca si abbassa ancora di più l´asticella delle nostre prospettive».
Se anche la politica ha discusso molto su questa festa, significa che forse un problema c´è.
«Mi spiace dover ammette che lo spettacolo che ha dato la politica su questo tema è stato di bassissimo livello. Ci sono degli eventi eccezionali in cui la politica dovrebbe dare l´esempio».
Che cosa intende dire?
«Che bisognerebbe smetterla di metterci di mezzo sempre i lavoratori. Noi abbiamo sempre dimostrato grande senso di responsabilità nell´affrontare le nuove sfide sulla flessibilità degli impianti. Ma qualche volta sarebbe anche bene dare un buon esempio al mondo del lavoro».
Quale?
«Che esistono ragioni un po´ più alte del semplice profitto. Non si può mettere sempre tutto sul piano della convenienza. Altrimenti sarà sempre più difficile mantenere un tessuto di coesione sociale. Questa è un´occasione che non capita tutti gli anni. È sbagliato farsela scappare».