I sindacati: dialogo subito o mobilitazione

10/09/2003




10 Settembre 2003
I sindacati: dialogo subito o mobilitazione
ROMA
Mentre la maggioranza cerca di trovare un accordo sul pacchetto pensioni-finanziaria i sindacati cominciano a mostrare segni di impazienza e invitano il governo a convocare rapidamente il tavolo di confronto con le parti sociali. E anche se nella giornata di ieri non sembrano essere emerse novità di rilievo sul fronte della previdenza, l’attenzione delle confederazioni sembra concentrarsi proprio sulle pensioni. Il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani si dice «pronto alla mobilitazione» se il governo deciderà di realizzare tagli al sistema previdenziale. «C’è grande confusione e allarmismo tra i lavoratori e i cittadini per questi annunci ripetuti e poi smentiti sulle pensioni. Aspettiamo una proposta conclusiva», ha detto Epifani a proposito delle ultime notizie provenienti dalla maggioranza. «L’incertezza cresce giorno dopo giorno. Intanto salari e pensioni non riescono a seguire la corsa dei prezzi e il Paese è alla deriva».
Epifani non si dice contrario all’ipotesi di incentivi, ma sottolinea che per analizzare le proposte del governo «ci vorrebbe un tavolo e un ministro che lo avvia». E in serata – da Genova – si sofferma sul tema delle pensioni di anzianità: «Vogliono intervenire per non rispettare la riforma Dini. L’importante – ha continuato Epifani – è completare quella riforma soprattutto per quello che riguarda la previdenza integrativa che per milioni di lavoratori degli enti pubblici non è prevista e che nel privato non decolla. Bisogna semmai andare avanti sul fronte dei fondi pensione».
Il governo «vuole fare una riforma delle pensioni di cui non c’è alcun bisogno. La realtà è che tende a mettere una pezza agli errori di politica economica», aggiunge il responsabile economico di Corso d’Italia Beniamino Lapadula. «Il governo vuole fare la riforma della previdenza solo per dare a Bruxelles un segnale di rigore dopo aver scelto misure una tantum che non rendono credibili i nostri conti pubblici». Per questo motivo, dice Lapadula, «riteniamo che questa riforma sia sbagliata, oltre che pasticciata». Garantisce comunque che da parte della Cgil «non c’è alcuna pregiudiziale ideologica a confrontarsi sul tema delle pensioni».
Dello stesso tenore le parole del leader della Uil Luigi Angeletti, presente con Epifani ad una commemorazione del leader della Fiom Claudio Sabattini, scomparso nei giorni scorsi: «Se il governo imporrà al Paese una riforma strutturale delle pensioni reagiremo con lo sciopero». Angeletti sottolinea che per la Uil la strada migliore resta quella degli incentivi a favore di chi decide restare al lavoro. «Una legge che imponesse l’aumento dell’età pensionabile sarebbe ingiusta e un po’ stupida».