I sindacati: dal governo nessun regalo ai pensionati

24/11/2003



23 Novembre 2003

E’ POLEMICA PER L’ANNUNCIO DEL TESORO SULLA «SORPRESA» NATALIZIA
I sindacati: dal governo nessun regalo ai pensionati
Maroni ribatte alle critiche: contro il ministro dell’Economia solo pregiudizi
Offerta di pace di Epifani alla Cisl: clima più sereno tra le due confederazioni

    Roberto Giovannini
    ROMA
    È polemica, e anche aspra, tra governo e sindacati sulla «sorpresa» annunciata dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti per le tredicesime dei pensionati. Si tratta soltanto di un bluff per le confederazioni sindacali e per il centrosinistra, mentre il ministro del Welfare Roberto Maroni si stupisce delle critiche, e denuncia un pregiudizio politico. Intanto, tra Cgil e Cisl il clima sembra volgere al disgelo.
    Al centro del nuovo scontro è la tredicesima più «ricca» che verrà consegnata ai pensionati italiani a fine anno. Un annuncio, quello del ministro Tremonti, che risponde al vero, anche se la spiegazione un po’ arcana riferita ufficialmente – l’effetto tecnico della riforma fiscale varata dall’inizio del 2003 – sostanzialmente non è corretta, come anticipato ieri dal nostro giornale (con il conforto di qualificatissime fonti governative). Non è infatti alle viste una riduzione delle entrate fiscali, né tantomeno è stato varato un qualche aumento degli assegni previdenziali. Molto più prosaicamente, alle origini della «sorpresa» c’è una decisione tecnica dell’Inps, presa all’inizio del 2003: spalmare solo su dodici mensilità (anziché su tredici, come si è sempre fatto) le normali ritenute fiscali dovute dai pensionati al Fisco. La conseguenza di questa scelta tecnica è che nell’arco dell’anno ogni pensionato riceve la somma consueta e paga le tasse che deve; soltanto, la tredicesima risulta alla fine più elevata del consueto, dopo che i dodici precedenti assegni sono stati di volta in volta più leggeri.
    A giudizio dei sindacalisti, la faccenda è semplice: il governo cerca di mostrare come «aumento» un qualcosa che aumento non è. Per il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, «non si fa nessun regalo. È uno strano Babbo Natale, perché Babbo Natale – ha detto parlando all’Assemblea Organizzativa della Cisl – almeno porta doni suoi. Tremonti ha solo detto quello che i pensionati sanno, e cioè che avranno qualcosa in più di riduzione fiscale a dicembre, con la tredicesima, perché hanno pagato di più prima». Dello stesso avviso anche il segretario generale della Cisl, Savino Pezzotta: «Nessun regalo da Tremonti – sottolinea il leader sindacale – era previsto».

    Il responsabile pensionati della Cisl, Antonio Uda, parla di un «annuncio effetto» e di una «illusione», come il suo collega della Uil pensionati, Silvano Miniati. Per il numero due dell’Ugl Renata Polverini, l’annuncio «serve al ministro Tremonti solo per essere un po’ meno inviso a giovani e pensionati». Tesi sostenute anche da Nens, il centro studi animato dai diessini Vincenzo Visco e Pierluigi Bersani, che parlano di «gioco degli equivoci».
    A replicare, arriva il ministro del Welfare Roberto Maroni, che sostanzialmente non nega l’effetto «rimborso», ma denuncia strumentalizzazioni: «sono davvero sorpreso della reazione dei sindacati all’annuncio di Tremonti – ha detto – parlare di strumentalizzazioni da parte di Tremonti è una bugia. Questo aumento è frutto della riforma fiscale del governo. È il risultato dell’azione di governo che si concretizza sulle tredicesime per motivi tecnici, come ha spiegato Tremonti». A giudizio di Maroni, «sono solo pregiudizi e polemica politica».
    Intanto, ieri si è chiusa l’assemblea organizzativa della Cisl. Confermato il «no» dei sindacati alla riforma previdenziale contro cui organizzeranno a Roma una maximanifestazione il 6 dicembre, ieri prove di unità tra Cgil e Cisl. L’offerta di «pace» è arrivata dal leader della Cgil, Epifani che rivolto alla platea cislina ha proposto di «mettere dietro le spalle» quello che ha diviso il sindacato in questi anni in modo da «rendere non reversibile il percorso unitario». Un discorso apprezzato da Pezzotta, che l’ha definito «onesto e sincero». E che l’apertura sia stata apprezzata dal leader della Cisl si è capito anche dall’intervento di Pezzotta che, parlando dopo Epifani, ha saltato i passaggi più critici sulla Cgil del proprio discorso, distribuito poco prima ai cronisti. Il tentativo è di trovare una piattaforma comune, dopo le convergenze sul no alla riforma delle pensioni e della Finanziaria, sul modello contrattuale ma anche sulla rappresentanza sindacale. Su quest’ultima la Cgil ha ribadito la necessità di una legge, mentre la Cisl punta a una regolazione della rappresentanza su base negoziale e alla valorizzazione del ruolo degli iscritti rispetto all’insieme dei lavoratori.