I sindacati chiedono una svolta

14/01/2005

    venerdì 14 gennaio 2005

      La crisi dell’apparato industriale e il Mezzogiorno non possono aspettare ancora. Intanto si moltiplicano le crisi aziendali che coinvolgono circa 200mila addetti
      I sindacati chiedono una svolta.
      Epifani: Temo che sia una cosmesi

        ROMA Un incontro «senza un’idea e senza una proposta, noi abbiamo detto quello che c’è da fare, aspettiamo risposte dal governo». Il commento di Guglielmo Epifani, leader della Cgil, è duro e non poteva essere altrimenti. Il faccia a faccia con Palazzo Chigi è stato deludente per il segretario tanto da far supporre a «un’operazione di cosmesi, di immagine e sarebbe un errore perché la crisi industriale ed il Mezzogiorno non possono aspettare».

          L’esecutivo «fino a oggi non ha voluto ascoltare le proposte che sindacati e confindustria avevano messo a punto» e che con la finanziaria, ha aggiunto Epifani, «ha fatto scelte sbagliate dirottando quelle poche risorse che c’erano su altri settori». Pensare, infatti, di far fronte alla crisi di competitività e alle esigenze del Sud senza risorse per Epifani «è impossibile». E la Cgil non si illude. «Non mi illudo che in una fase di fine legislatura il governo possa mettere in campo un’operazione che metta insieme interventi e risorse adeguate». Ma il sindacato non abbasserà la guardia.

            Lo scandisce a chiare lettere Epifani: «Voglio incalzare il governo. Non voglio lasciargli l’alibi di fare una operazione di cosmesi senza dare risposte». E brucia alla Cgil il fatto che il governo «si sia presentato al vertice senza un’idea e senza una proposta». Adesso, ha detto ancora Epifani, non resta altro che «aspettare come il governo riempirà «le caselle vuote».

              Inoltre, per la Cgil, il governo non ha voluto tenere in conto gli accordi su competitività e Sud stipulati nel 2003 e lo scorso anno tra sindacati e confindustria. «Se volesse conoscere quale sono le vere priorità del Paese e come impostare la politica economica per fronteggiare la crisi – ha continuato Epifani- lì potrebbe trovare tutto. Ma fino ad oggi non ci hanno voluto neppure ascoltare». Eppure, per il sindacati, la crisi si aggrava di giorno in giorno come dimostrano tra l’altro i dati sulla Cig. «In Piemonte ci sono 20 mila lavoratori che da marzo non percepiranno più nulla», aggiunge.

                Ma «l’esecutivo ha fatto finta di non vedere questi problemi. Poi le lotte dei lavoratori e la gravità degli eventi ha spinto finalmente il governo a discutere con noi di questi problemi. Il guaio è che si è presentato senza un’idea e senza una proposta. Il sindacato tutto ma anche confindustria hann detto al governo le cose da fare». Ed il sindacato non ha mancato di sottolineare come alla base di questa situazione ci siano le scelte sbagliate fatta con la finanziaria 2005. «Quelle poche risorse che c’erano sono state dirottate altrove. Tutto si può fare con poche risorse ma pensare di fronteggiare una crisi di queste proporzioni senza risorse non è possibile».

                  Il sindacato, ha spiegato Savino Pezzotta nunemro uno della Cisl, ha raggiunto «uno degli obiettivi prefissati», portare l’attenzione del paese sulla grave situazione economica e mettere fine «al ragionamento ottimista, secondo cui tutto va bene». «Quello che chiediamo – ha detto – è un programma di interventi da qui a fine legislatura». Il governo si dovrà impegnare in «un programma da qui a fine legislatura» che «cambi l’agenda del dibattito politico»..

                    Quello odierno è stato «un incontro tardivo», ma ora il «problema è vedere che tipo di provvedimento ci sottoporranno tra 15 giorni». Questa la posizione del segretario confederale della Uil, Paolo Pirani, al termine della riunione a Palazzo Chigi: Pirani ha preso il posto di Luigi Angeletti e Adriano Musi (rispettivamente segretario generale e vice) che all’incontro hanno preferito un viaggio in Libia dove hanno sottoscritto un protocollo d’intesa con l’Unione generale dei produttori libici. Pirani si è detto «senza illusioni»: «è chiaro – ha spiegato – che si tratterà di provvedimenti parziali». Il tempo è poco, ha concluso, «nella partita sulla competitività ormai si stanno concludendo anche i tempi supplementari».