I sindacati chiamano il governo

16/09/2003

martedì 16 settembre 2003

 
 
Pagina 33 – Economia
 
Vertice tra Cgil, Cisl e Uil.
Il ministro Maroni annuncia novità "sorprendenti" contro i privilegi previdenziali
I sindacati chiamano il governo

"Incontro su manovra e pensioni, senza garanzie sarà sciopero"
          RICCARDO DE GENNARO


          ROMA – Chiedono al governo, che non vedono da mesi, due incontri: il primo sulla Finanziaria – che «deve essere finalizzata allo sviluppo» – il secondo sulle pensioni. Dopodiché, se le risposte del governo saranno giudicate inadeguate, Cgil, Cisl e Uil daranno il via, unitariamente, alle iniziative di mobilitazione dei lavoratori. Lo hanno deciso ieri in un vertice durato un´ora e mezza i segretari generali delle tre confederazioni, rispettivamente Epifani, Pezzotta e Angeletti, «allarmati – come ha detto il leader della Cgil – per quello che il governo pare intenzionato a fare».
          Dopo l´annuncio di nove tavoli con le parti sociali, fatto a metà luglio dallo stesso presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, e già tramontato, i sindacati non hanno più avuto notizie dal governo. A pezzi l´anno scorso dopo la firma del Patto per l´Italia da parte di Cisl e Uil, l´unità sindacale ha così fatto passi avanti: su sviluppo, pensioni, prezzi-tariffe, assistenza-sanità i sindacati marciano insieme. Di qui l´iniziativa di predisporre un breve documento comune che sarà inviato nei prossimi giorni al governo e che prenderà le mosse da due altri documenti unitari: il testo approntato con la Confindustria sul rilancio dell´economia e la competitività (i punti: Mezzogiorno, reti e infrastrutture, ricerca e innovazione, formazione); le proposte di modifica della delega previdenziale attualmente ferma in Senato (no alla decontribuzione sui giovani di prima assunzione e al trasferimento obbligatorio delle quote di Tfr in via di maturazione nei fondi pensione). «Anche sulla sanità abbiamo buone convergenze», precisa Pezzotta. Cgil, Cisl e Uil definiranno anche una proposta unitaria per la difesa del potere d´acquisto dei lavoratori.
          Le pensioni, dunque, sono soltanto uno dei temi sui quali i sindacati potrebbero dare battaglia nei prossimi mesi. «Non ho capito la ratio di un intervento per il 2008 sulle pensioni di anzianità», dice Pezzotta, il quale – con Epifani e Angeletti – ricorda che non c´è necessità di un´altra riforma e che «l´unico momento per valutare se c´è bisogno o meno di interventi è la verifica prevista dalla Dini per il 2005». In particolare, Angeletti giudica «discutibili» tutte le proiezioni sulla curva di spesa: «Partono da due presupposti sbagliati: che tutti coloro che raggiungono i 35 anni decideranno di lasciare il lavoro con la pensione di anzianità e che nei prossimi anni si avrà una crescita del Pil inferiore all´1 per cento». Sulla manovra interviene anche l´ex numero uno della Cgil, Sergio Cofferati: «Non ho capito quali saranno i contenuti della legge Finanziaria. Ogni giorno vedo ipotesi diverse sui giornali rispetto ai giorni precedenti. È il peggio che ci poteva capitare. Vuol dire che non hanno idee precise».
          Nel frattempo, il ministro del Welfare, Roberto Maroni, sposta l´attenzione dall´innalzamento dell´età contributiva a 40 anni nel 2008 (con l´ipotesi di «sconti» a scalare per chi è più vicino ai 35 anni) alle iniziative contro gli «abusi pensionistici». Annuncia, dunque, «novità sorprendenti» su falsi invalidi, disparità tra dipendenti pubblici e privati, pensioni d´oro: «Abbiamo sottoposto al ministero dell´Economia una serie di proposte per eliminare sprechi, abusi e privilegi e credo che verranno messe in Finanziaria senza diminuire in nessun modo i diritti». Secondo Maroni, «non si debbono toccare le pensioni di anzianità ma, caso mai, quelle false di invalidità e le decine di migliaia di pensioni che in Italia superano la media fino ad arrivare a 30 mila euro al mese per 13 mensilità».