I sindacati avvisano: 200mila lavoratori attendono risposte

18/04/2006
    marted� 18 aprile 2006

      Pagina 15 – Economia & Lavoro

      I sindacati avvisano: 200mila lavoratori
      attendono risposte

        La politica industriale deve essere tra le priorit� del prossimo governo

          di Giampiero Rossi/ Milano

            APPUNTAMENTI – Giusto il tempo della pausa pasquale, dopodich� il governo nascente sar� gi� chiamato a occuparsi di lavoro. I sindacati, infatti, hanno pronta gi� da tempo l’agenda da sottoporre all’attenzione di chi si assume la responsabilit� di far ripartire l’economia dopo i cinque anni a perdere firmati Berlusconi.

              Il �il banco di prova� dell’inversione di tendenza, come lo definisce la segretaria confederale della Cgil, Carla Cantone, sar� il Documento di programmazione economica e Finanziaria (Dpef). �Sar� l’occasione per evidenziare subito l’effettivo orientamento verso una politica economica basata su quell’equit� che � mancata in questi cinque anni terribili. Ma nel frattempo – aggiunge la dirigente sindacale – chiederemo anche di incontrare il ministro dell’Industria per iniziare il confronto sulla nuova politica a sostegno del tessuto produttivo, con quello del lavoro per avviare la discussione su politiche del lavoro selettive e per ripristinare un impianto legislativo che contrasti il precariato istituzionalizzato dal governo precedente�.

                Certo, in direzione contraria allo scalpitare del sindacato per ritornare al tavolo del confronto con il governo dopo la lunga astinenza forzata agisce il freno del calendario istituzionale che rallenter� la formazione del nuovo esecutivo. Ma alla Cgil non hanno dubbi: bisogna partire comunque: �� indispensabile partire subito con il piede giusto – sottolinea Carla Cantone – anche perch� le crisi industriali, i fallimenti, le mobilit�, le casse integrazioni e i licenziamenti non rispettano i calendari elettorali e istituzionali, vanno avanti lo stesso. E tutti quei lavoratori hanno urgenza assoluta che si diano gambe ai progetti anticipati dalla coalizione che i appresta a esprimere il nuovo governo, Un paese intero attende grandi cambiamenti e risposte precise sul tema del lavoro�.

                  Del resto da responsabile del Dipartimento settori produttivi della Cgil, Carla Cantone conosce molto bene i numeri che consentono di misurare l’avanzamento inesorabile dei danni all’occupazione e all’industria attraverso il monitoraggio costante delle crisi aziendali e dei decreti di cassa integrazione straordinaria. Sono almeno 5.000, infatti le aziende in crisi profonda e circa 200.000 i lavoratori in mobilit�. Ne sono colpiti tutti i settori e tutte le regioni: dal tessile al metalmeccanico, dalla Lombardia alla Sardegna. �La situazione del paese � fin troppo chiara, purtroppo – spiega la sindacalista – abbiamo perso competitivit� a livelli davvero allarmanti ed � indispensabile che il nuovo governo si rimbocchi subito le maniche per impostare politiche che facciano perno sulla centralit� del lavoro, avendone chiari il valore e la qualit�. Il che significa – aggiunge – lotta senza titubanze alla precariet� e politica industriale a sostegno dello sviluppo. Perch� � da questo incrocio di attenzioni che si restituisce credibilit� al nostro sistema, tanto ai lavoratori quanto alle imprese�.

                    Nella matassa delle crisi a macchia di leopardo che compongono la mappa del declino industriale italiano, ve ne sono alcune che si impongono all’attenzione da qualche mese. Quella che ha massacrato le prospettive del settore avicolo, per esempio, provocata dall’allarme planetario per la cosiddetta “influenza dei polli”, e gli strascichi della linga notte della Fiat, che nonostante la ripresa trainata dalla Grande Punto deve ancora trovare una “sistemazione” per molti dipendenti. E su questo fronte il ministro del Welfare uscente, Roberto Maroni, aveva ingaggiato un personale braccio di ferro con il Lingotto. Anche su questi punti di crisi il sindacato intende richiamare il governo alle proprie responsabilit�: �Ci attendiamo risposte serie e rapide sul nodo della cassa integrazione per la Fiat, per le imprese danneggiate dall’influenza aviaria e per le tante multinazionali che stanno disinvestendo dal nostro territorio – tiene a precisare Carla Cantone – e credo che dovremo discutere a fondo sugli ammortizzatori sociali anche nell’ambito di una legge finanziaria equa, che punti a ridurre le spese inutili ma a riconoscere al lavoro i sostegni di cui ha assoluto bisogno�. E gli adeguamenti salariali per i lavoratori del pubblico impiego? �Non vedo il problema, quelle risorse erano gi� state individuate, basta rispettare gli impegni�.