I sindacati avvertono il governo: “Niente tagli alle spese sociali”

19/09/2001

 










Mercoledi 19 Settembre 2001



ECONOMIE
I sindacati avvertono il governo: "Niente tagli alle spese sociali "

di Nedo Canetti


ROMA. Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti illustrerà la Finanziaria del governo Berlusconi in Senato, il 2 ottobre. Lo ha ieri deciso la conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama. La domanda che, a questo annuncio e alla luce delle dichiarazioni del Presidente del Consiglio, tutti si sono immediatamente posti è stata: quale finanziaria sarà? Una finanziaria di "guerra", come risposta alla minaccia del terrorismo, come sembrava dalle parole del Cavaliere? Non di guerra, ma comunque "straordinaria" perché i tempi sono straordinari come ha specificato il vice presidente del Consiglio, Gianfranco Fini e come sollecita la Confindustria che ha subito chiesto immediati inteventi sul mercato del lavoro e sulla previdenza? Assolutamente "normale" come sostiene il ministro del Lavoro, Bobo Maroni?
Un governo in pieno marasma, una situazione paradossale duramente commentata dal capogruppo ds al Senato, Gavino Angius. «Basta con questi balletti -ha esclamato- che confermano l’alto tasso di confusione presente all’interno del governo: debbono terminare al più presto; il Paese ha bisogno di certezze, ci auguriamo che questi annunci non preludano a tagli sociali su scuola, sanità e pensioni». E’ lo stesso timore che, all’annuncio berlusconiano, ha allertato il sindacato. Unanime è stata la reazione. Nessun taglio alla spesa sociale, hanno concordemente affermato le confederazioni. Se, come Fini insiste, la finanziaria sarà "straordinaria", non deve portare a restrizioni al welfare. «Dobbiamo capire -ha sostenuto il segretario generale della Cisl, Savino Pezzotta- dopo l’attentato Usa, che cosa cambierà della Finanziaria e del quadro economico: debbono comunque essere esclusi i tagli alla spesa sociale». Sulla stessa linea il vice segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, secondo il quale più che di restringimenti della spesa sociale, c’è bisogno di dare fiducia ai cittadini e rilanciare i consumi. «Nei prossimi giorni – ha precisato – si aprirà il confronto con il governo sulla Finanziaria e, nell’occasione, l’esecutivo deve porre particolare attenzione, proprio in considerazione della fase delicata alla spesa sociale e predisporre una finanziaria equa, che guarda ai lavoratori dipendenti, ai pensionati, a chi ha meno». «Bisogna capire – per il segretario aggiunto dell’Uil, Adriano Musi- la quantità di risorse e se è veramente utile fare una manovra straordinaria: c’è da discutere la priorità delle risorse, ma non voglio neanche pensare che la situazione possa essere un pretesto per intervenire sulla spesa sociale».
Preoccupati anche gli enti locali. Il Presidente dell’Anci, l’Associazione dei comuni, Leonardo Domenici dice: «Le dichiarazioni del governo di queste ore sul carattere straordinario della prossima legge finanziaria richiedono un rapido e approfondito chiarimento». «Leggo – aggiunge- che nella prossima manovra il governo intenderebbe riallocare le risorse , soprattutto verso la difesa e la sicurezza: siamo tutti preoccupati della difficile situazione internazionale ma quello che non si potrà fare sarà diminuire ulteriormente le risorse destinate ai comuni, che già rischiano il collasso finanziario». Maroni cerca di tranquillizzare. Nessun taglio, afferma, anche se aggiunge un «caso mai tra qualche mese» abbastanza sospetto, e nessun aumento delle tasse.
A insistere su una «inevitabile revisione» è ancora la Confindustria. «L’economia – dice il direttore generale, Stefano Parisi- va molto peggio di come andava al momento dell’approvazione del Dpef; attendiamo che cosa il governo intende fare, ma certo ci auguriamo che abbia programmi ambiziosi» che per viale dell’Astronomia significano solo e sempre, riforma del mercato del lavoro, riforma delle pensioni, tagli alle tasse. Un’insistenza sospetta, per Angius. «Dobbiamo forse attenderci un altro regalo agli industriali – si domanda- magari senza preoccuparsi dei vincoli imposti dall’appartenenza all’Ue?».

Fronte caldo anche sul fronte del pacchetto dei 100 giorni, all’esame della Camera. Governo e maggioranza hanno deciso di blindare il testo pervenuto dal Senato, ma, sempre più insistenti, si fanno le richieste di revisione. Le avanzano il centrosinistra, i sindacati e anche la stessa Confindustria. I sindacati chiedono che venga stralciata la cancellazione della tassa di successione per i grossi patrimoni e che vengano inseriti gli emendamenti sul sommerso concordati tra governo e sindacati e poi bellamente dimenticati. Come faranno governo e maggioranza a insistere sulla blindatura?