I sindacati: apertura positiva

12/01/2004



      Domenica 11 Gennaio 2004
      ITALIA-POLITICA
      I sindacati: apertura positiva

      Per Maroni «il confronto si è concluso, ma proseguirà il dialogo sociale»


      ROMA – Con l’incontro di giovedì si è concluso il confronto sulla riforma del sistema previdenziale ma non certo il dialogo sociale. È la secca precisazione di Roberto Maroni dopo le dichiarazioni di Gianfranco Fini sulla necessità di non interrompere il dialogo con i sindacati sulla riforma delle pensioni. Insomma, la tabella di marcia rimane per Maroni quella prestabilita: «Il Governo continua a tenere una posizione di dialogo così come ha fatto negli ultimi mesi, le ultime settimane e gli ultimi giorni. Il dialogo continua. Nel merito della delega non entro. Il confronto c’è stato, lunedì esporrò i risultati del confronto dopodiché si deciderà cosa fare». Le parole di Fini sembrano comunque aver aperto qualche spiraglio. Almeno ad ascoltare le reazioni dei leader sindacali. «Colgo con attenzione che si dica che non bisogna rompere il dialogo – ha detto il segretario generale della Cisl Savino Pezzotta -. È interessante, ma voglio vedere concretamente che cosa succede». Domani, insomma, il Governo dovrà dire che cosa intende fare: se aprire un "vero" negoziato con il sindacato o se andare avanti per la sua strada. «Il confronto ha mantenuto distanze significative anche se qualche segnale c’è stato. Bisogna capire cosa intende fare il Governo. Il Governo è una compagine articolata», conclude Pezzotta. Facendo chiaro riferimento alle posizioni più morbide fin qui espresse da An e Udc rispetto a Fi e Lega e ieri confermate dal vicepremier nel suo discorso all’assemblea del partito. Per il leader della Uil Luigi Angeletti quelle di Fini sono parole «equilibrate» e di «buon senso». «Penso che la posizione espressa da Fini sia da condividere. Vogliamo un sistema che sia più efficace, equo e finanziariamente sostenibile», ha detto Angeletti. Precisando però che «il sistema non è al collasso, non bisogna allarmare le persone». Più dure, come di consueto, le osservazioni del leader dell Cgil Guglielmo Epifani. Le posizioni «sono come erano, inconciliabili». «Lunedì tocca al Governo dire definitivamente se intende muoversi dalle suo posizioni o meno, e se quindi alla parola dialogo corrisponde anche l’accantonamento della delega e la volontà esplicita di ascoltare quello che il sindacato ha detto ed ha da dire, sennò restano intenzioni a cui non corrispondono fatti concreti». «Non sono ottimista – è la conclusione di Epifani – perché non mi pare si sia rimossa la questione da cui è partita l’intenzione del Governo di mettere mano alla spesa e al sistema previdenziale: ragioni di finanza e rassicurazione dei mercati finanziari».
      La resa dei conti domani alle 12.00, a Palazzo Chigi.