I sindacati all’attacco: pronti a nuove iniziative

14/04/2004



sezione: IN PRIMO PIANO
data: 2004-04-14 – pag: 2
autore: LI.P.

Epifani: «Non staremo più zitti, ma proporremo forme innovative di protesta» – L’Ugl: «Welfare in pericolo»
I sindacati all’attacco: pronti a nuove iniziative
    ROMA • Dicono di essere arrivati al limite. Che la pazienza si è esaurita e che già la prossima settimana — dopo la manifestazione sull’Africa — annunceranno nuove iniziative, senza escludere lo sciopero. Il sindacato ha un lungo elenco di critiche all’intervento del ministro Tremonti pubblicato sul Sole-24 Ore di ieri: sbagliata la riforma fiscale che riduce la progressività; sbagliato pensare che con meno tasse si rimettano in moto i consumi quando servono investimenti pubblici che orientino il nostro sviluppo sull’innovazione; sbagliato affidarsi allo slogan «meno tasse, meno Stato» perché questo prelude a un taglio della spesa sociale.
    E poi c’è lo smacco. Aver messo giù le proposte, aver chiesto un incontro al Governo e venire, poi, scavalcati dalla campagna elettorale. «Ci hanno rimproverato la mancanza di proposte.
    Le abbiamo fatte, sono state bocciate perché troppo onerose. Non vogliono incontrarci ma preferiscono un modello di democrazia diretta non rispettando l’autonomia dei corpi sociali, come il sindacato», dice Savino Pezzotta, leader Cisl.
    Al metodo si aggiunge la sostanza. «Non staremo più zitti.
    La prossima settimana annunceremo le nostre iniziative, senza escludere lo sciopero, ma pensando anche a forme innovative di protesta», aggiunge il numero uno della Cisl che nei prossimi giorni incontrerà gli altri due leader sindacali di Cgil e Uil.
    Dal canto loro, le altre due organizzazioni sindacali hanno già espresso le critiche. Il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, ha contestato la riduzione fiscale annunciata dal Governo sia sui numeri — «costa 10 miliardi in più di quanto dice il premier» —, sia nella sostanza, «è iniqua, darà benefici solo a un milione di italiani». E alle tre confederazioni si affianca anche l’Ugl, il sindacato vicino ad An. «La lectio brevis che il ministro dell’Economia impartisce dal principale quotidiano economico nazionale convalida tutte le preoccupazioni del sindacato per il futuro del welfare in Italia e getta una luce sinistra sulle finalità della riduzione delle tasse visto che, secondo Tremonti, l’azione dello Stato si dovrà ridurre all’essenziale etico», ha detto ieri Stefano Cetica, segretario generale dell’Ugl. E sulla Cina, citata dal ministro dell’Economia sui tassi di crescita che toccano il 9%, Cetica replica: «Neppure si domanda quanto possa costare, in termini etici e di vite umane, quel nove per cento di Pil, realizzato dalla Cina, uno degli ultimi paesi comunisti al mondo».
    Le critiche del sindacato sono di due ordini: primo, tagliare le tasse non è detto che rilanci i consumi e quindi la crescita; secondo, abbiamo bisogno invece di investimenti pubblici per orientare il modello di sviluppo sull’innovazione, sulla crescita.
    Le proposte, del resto, sono quelle scritte in un documento firmato dalle tre confederazioni e la Confindustria quest’estate. Un testo inviato al Governo che è rimasto nei cassetti di Palazzo Chigi. Così come la richiesta di convocazione inviata al premier prima dell’ultimo sciopero generale di fine marzo.
    E ora, si annunciano nuove mobilitazioni. E accanto a queste una ben più rischiosa rincorsa salariale. «Diventa irresistibile la richiesta salariale» aveva detto Epifani commentando il "poco" che è stato dato ai redditi bassi. Ma il sindacato contesta anche quello che è stato tolto: la mancata restituzione del fiscal drag, l’aumento dell’aliquota sul Tfr passata dal 18 al 23 per cento. Mentre il tasso di inflazione programmata per rinnovare i contratti è ormai finito in soffitta. Come dimostra la piattaforma del pubblico impiego che ha già proclamato uno sciopero il 21 maggio, a poche settimane dalle elezioni europee.