I sindacati al governo: ridiscutiamo l’intera previdenza

22/05/2006
    luned� 22 maggio 2006

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    DOPO L’INTERVISTA A �LA STAMPA� DEL MINISTRO DEL LAVORO IL CENTRODESTRA SPARA A ZERO: �UNA CONTRORIFORMA CHE MANDERA’ IN ROVINA IL PAESE�

      Pensioni, i sindacati
      al governo: ridiscutiamo
      l’intera previdenza

        Storace: �Dall’Unione sabotaggio istituzionale
        Come potranno modificare tante leggi?�

        il caso
        GIGI PADOVANI

          Il clima si annuncia rovente fin dai primi passi del nuovo governo. I ministri incominciano ad annunciare i cambiamenti che vorranno attuare nelle leggi varate in cinque anni di maggioranza berlusconiana e il centrodestra grida alla �controriforma�. Nel mirino c’� il successore di Maroni al Lavoro, Cesare Damiano, che a �La Stampa� ha anticipato di voler cambiare la riforma previdenziale, soprattutto per lo �scalone� che dal primo gennaio 2008 porta di colpo a 40 anni i contributi necessari, o a 60 anni l’et� per andare a riposo.

            La materia � complicata e fu oggetto di lunghi scontri anche all’interno della maggioranza di centrodestra, con il leghista Roberto Maroni che arriv� ad accusare Berlusconi di �conflitto di interessi� per aver voluto bloccare un altro pezzo di riforma, relativa alle pensioni integrative che non piacevano alle societ� di assicurazioni. Il risultato fu una legge che molti hanno giudicato �monca� e che il neo-ministro Damiano ha spiegato di voler modificare rendendola meno ingiusta per alcuni lavoratori e tornando in pratica alla gradualit� gi� stabilita da Dini. Apriti cielo. L’ex sottosegretario Maurizio Sacconi, ora senatore di Forza Italia, accusa: �La promessa di smontare la riforma previdenziale mette in discussione il riequilibrio della finanza pubblica nel medio periodo e il processo di allungamento della vita lavorativa che si era avviato�. A questa critica Sacconi aggiunge un sospetto, che con il sistema previdenziale l’ex sindacalista ds voglia �incoraggiare quelle grandi imprese, come la Fiat, che sono orientate alla “rottamazione” precoce dei lavoratori cinquantenni�.

              In realt�, quanto Damiano ha detto a �La Stampa� era in parte contenuto nelle famose 288 pagine di programma dell’Ulivo presentate prima del voto. Un programma che ben conosce Paolo Baretta, segretario generale aggiunto della Cisl, il quale invece chiede: �Il governo apra subito un tavolo con i sindacati sulle pensioni, perch� la riforma oggi in vigore non va bene: abbiamo sempre contestato lo “scalone” del 2008. Soprattutto non ci piace lo stop alla previdenza integrativa che fu bloccato dal conflitto di interessi di Berlusconi. Quel ritardo del resto non fu criticato soltanto da noi, ma da 23 associazioni di categoria, compresi gli imprenditori�.

                Ecco dunque la prima delle tante �grane� del governo Prodi: da oggi Damiano stabilir� l’agenda di incontri con le parti sociali di questa settimana. Per� il numero due della Cisl – a nome dei sindacati – gi� riapre tutto il tema previdenziale. Oggi l’et� media di uscita dal lavoro in Italia � di 59,1 anni, contro un 59,2 del dato europeo – aggiunge Baretta – e quindi �non esiste un problema immediato di conti fuori controllo, a meno che vengano fuori nuovi “buchi” nell’Inps�. Tremonti ai sindacati disse che i problemi incominciavano a porsi dopo il 2030 (anche il documento dell’Ulivo ne parla), quando la quota del Pil dedicato alle pensione passerebbe dal 12 al 16 per cento, se non cambia il trend attuale. Paolo Baretta aggiunge: �Il problema pensioni ha anche a che fare con la riduzione del cuneo fiscale: come incider� con la riduzione delle contribuzioni? Si toglieranno risorse alla previdenza?�. Infine c’� un altro tema delicato: il �bonus� in vigore che aumenta lo stipendio di circa il 30 per cento a chi accetta di restare a lavorare nonostante sia in et� pensionabile scadr� a fine 2007. Se si pone mano alla �contro-riforma�, come la definisce Sacconi, cadr� anche quel vantaggio?

                  E’ chiaro che il tema-pensioni, sul quale gli italiani hanno una nota sensibilit�, sar� una delle prime emergenze del governo Prodi. Per il Professore non sar� facile rendere compatibili le cifre della Finanziaria con le richieste dei sindacati. Anche se per ora il clima appare diverso da quando, nel novembre 2005, Berlusconi butt� l�: �Dovremo lavorare fino a 68 anni�. Fu subito messo in un angolo dai suoi stessi alleati. Alemanno replic�: �Non se parla�. Maroni boll� cos� quella frase: �Proposta di un uomo fortunato che pu� rigenerarsi in luoghi ameni�.

                    Adesso il ministro del Lavoro dovr� trovare un accordo con i sindacati. E cimentarsi con una opposizione pronta a fermare ogni nuova legge. Il senatore di An Francesco Storace � ironico: �Se Damiano vuole cambiare la nostra riforma con la stessa abilit� con la quale scrivono i decreti per affidare le competenze dei ministeri, stiamo freschi…�. Ha corredato il tema con un grazioso comunicato in tredici punti nel quale indica tutti gli errori del �risiko� dei ministeri – come � stato definito – aggiungendo che �sembra scritto dai fratelli Caponi�, vale a dire del famoso tandem Tot�-Peppino De Filippo di tanti film comici. Nel merito, l’ex ministro si fa serio: �Questo � sabotaggio istituzionale�, azzarda. �Hanno un unico obiettivo – dice Storace -: buttare gi� quello che abbiamo fatto noi. Non sanno che per abrogare una legge ci vuole tempo, altro che i cento giorni delle promesse fatte prima del voto che non riusciranno a mantenere�. Continua Storace: �Dovranno porre la fiducia su tutto, gi� li vedo. E mi chiedo se i senatori a vita, attenti servitori dello Stato, si dovranno abbassare a votare tanti decreti “Prodi-Caponi”, come quello che abbiamo visto finora�.