I sindacati ai Comuni: negozi chiusi per le feste

20/04/2011

Lettera ai sindaci contro le aperture "selvagge" il 25 aprile e il Primo maggio
In città, dopo la cerimonia per la Liberazione, possibili proteste anti-shopping

Da una parte il ricordo della Liberazione con la cerimonia ufficiale del 25 aprile in piazza Libertà, dall`altra, a poche centinaia di metri, commessi al lavoro alla Upim di via Savorgnana. Alla faccia della Resistenza e della Pasquetta, che quest`anno coincidono. Una doppia festa che rischia di trasformarsi anche in una protesta. Perché i sindacati hanno già fatto sapere che dopo il corteo ufficiale potrebbe essercene un altro destinato a concludersi davanti a tutte le serrande alzate del centro storico. La decisione di aprire il 25 aprile insomma, anche se legittima sul piano normativo
- è bene sottolinearlo – è destinata a suscitare parecchie polemiche. E lo stesso vale per quelle del Primo maggio. Tanto che la Cgil ha deciso di scrivere una lettera a tutti i principali sindaci della provincia per invitarli a far rispettare le festività e a condannare chi invece «si piegherà alla logica del profitto calpestando una storia e dei valori che meritano rispetto». Nel mirino dei sindacalisti oltre al comporta- mento «eticamente inaccettabile di alcuni negozi» c`è anche la legge regionale che di fatto – dicono – consente una deregulation quasi totale sulle aperture. Sono parecchie infatti le deroghe al limite massimo delle 29 aperture domenicali. I centri storici dei capoluoghi provinciali sono considerati aree a vocazioni turistica e lì gli esercizi commerciali possono stare sempre aperti. Non solo. La norma regionale consente anche a tutte le atti vità con una superficie commerciale fino a 400 metri quadrati di restare aperte sempre: non soltanto tutte le domeniche, ma anche nelle cosiddette "festività protette" (Pasqua, Lunedì dell`Angelo, 25 aprile, primo maggio, 2 giugno, 15 agosto, primo novembre, Natale, Santo Stefano, Capodanno e l`Epifania). Dopo aver vinto un ricorso al Tar, anche i negozi del Palmanova outlet village possono aprire sempre anche se quest`anno resteranno chiusi sia il 25 aprile che il Primo maggio. Ma secondo i sindacati c`è sempre il rischio che si generi una reazione a catena sulla strada della deregulation totale che in parte – sottolinea Claudio Caporale della Filcams Cgil – «già si concretizza visto che sono pochissimi i negozi che comunicano il calendario delle aperture. E se non ci sono controlli – aggiunge – è chiaro che ognuno è libero di fare come gli pare». Per chi non rispetta il calendario
delle aperture festive la legge regionale in realtà prevede anche delle sanzioni economiche (per i negozi con una
superficie di vendita fino ai 1.500 metri quadrati la multa va da 5 mila a 12 mila euro) ma – fanno notare Paolo uriavig
della Fisascat Cisl e Claudio Moretti dellaUiltucs «a noi non risulta che qualcuno sia mai stato multato». Anche per questo motivo Cgil, Cisl e Uil vorrebbero modificare la norma per avere garanzie che il tetto delle 29 domeniche valga per tutti e venga rispettato da tutti. «Cosa che oggi – dice Moretti – non accade». Il sospetto della Triplice è che anche quest`anno potrebbero essere diversi i negozi intenzionati ad aprire come la Upim che starà aperta sia a Pasquetta che il Primo maggio. «Molti commessi non sanno ancora se dovranno lavorare o no – riferisce Duriavig – perché i negozi decidono solo all`ultimo momento se stare aperti o meno anche per evitare proteste. Di fatto compiono dei veri e propri blitz. Il nostro auspicio è che nessuno abbia la spudoratezza di imporre ai dipendenti di lavorare il 25 aprile, che quest`anno riunisce una festa religiosa e una civile, ma purtroppo pare che ci saranno diverse aperture. E in quel caso ci saranno sicuramente anche le nostre manifestazioni di protesta: dal corteo per le celebrazioni ci sposteremo davanti ai negozi aperti per chiedere rispetto». Una bella notizia per chi sarà costretto a lavorare la domenica e i festivi però c`è. Ieri, come riferiamo nell`articolo a lato, è stato infatti sottoscritto un accordo tra Confcommercio e sindacati che ridurrà le imposte su premi e straordinari, ma anche su lavoro notturno e festivo. «Non si tratta però di un incentivo al lavoro domenicale – precisano Caporale, Duriavig e Moretti – ma d`ora in avanti chi sarà costretto a lavorare di più o nei festivi sarà almeno "rimborsato" per il disagio».