I salvataggi non si tuffano 1’8 e 11 e il 16 agosto

28/07/2009

Tuffi a rischio! Sempre che i bagnini di Rimini, in quei due giorni, non si mettano a fare gli addetti al salvataggio, 1’8 e il 16 agosto tuffarsi in mare tra Bellaria e Cattolica potrebbe essere pericoloso . In quei due giorni incroceranno le braccia i marinai di salvataggio della provincia di Rimini, decisi a tutto pur di ottenere l’aumento contrattuale che i bagnini sono decisi a respingere. Non è servito a nulla l’incontro convocato ieri mattina dalla Prefettura con associazioni di categoria, marinai e sindacati. Le categorie, Oasi Confartigianato in testa, hanno di nuovo respinto le richieste dei salvataggi, che vorrebbero un aumento di 30 euro
mensili (in media) con il nuovo contratto integrativo, scaduto alla fine del 2007 . Un aumento che, suddiviso per ogni bagnino ,costerebbe 10 o 15 euro a stabilimento, ma il presidente di Oasi Confartigianato Giorgio Mussoni non ne vuol sapere : «I nostri marinai col contratto
integrativo percepisconogià 250 euro in più al mese rispetto ai loro colleghi . E se 30 euro in più non sono tanti, è una questione di principio: perché dovremmo dar loro l’aumento, in una stagione così critica?» . Favorevole all’aumento è il consorzio Marina riminese, «ma se gli altri non ci stanno noi da soli possiamo far poco» . Dura la replica della Cgil : «Mussoni dovrebbe sapere che i nostri salvataggi tra Tfr e straordinari sì e no prendono 1450 euro al mese. .. Eppure sono fondamentali per le nostre spiagge : anche domenica hanno effettuato decine di interventi, salvato tante vite» . Gridano allo scandalo i marinai, esasperati da questa situazione: «E’ il colmo: i bagnini dicono di dover stringere la cinghia, dichiarano redditi da fame, passano avanti ai nostri figli nelle graduatorie per gli asili. ..» . Nei prossimi giorni la Cgil
e gli addetti ai salvataggio distribuiranno volantini per informare turisti e operatori sullo sciopero dell’8 e del 16. La tentazione dei bagnini è di issare in quei 2 giorni la bandiera rossa, per mettersi al riparo da ogni problema : «Ma loro non possono farlo, lo vieta la Regione — attacca Mauro Rossi della Cgil — E noi vigileremo, e abbiamo chiesto a Prefettura, polizia e Comuni di fare altrettanto . Per come interpretiamo noi la legge, l’8 e il 16 gli stabilimenti balneari che non possono garantire il salvataggio devono stare chiusi».