I saldi rivitalizzano i consumi

24/03/2004

ItaliaOggi (Economia e Politica)
Numero
071, pag. 7 del 24/3/2004
di Bruno Mastragostino


Istat: a gennaio resta ancora forte il divario tra grande e piccola distribuzione.

I saldi rivitalizzano i consumi

Crescono le vendite del 3,6% a/a e dello 0,6 m/m

I saldi riaccendono i consumi. Ma le vendite si salvano ancora una volta grazie in particolare ai prodotti alimentari, gonfiati dall’inflazione che per questi beni è intorno al 4%, quasi il doppio rispetto a quella media. Secondo l’Istat, a gennaio, l’indice del valore delle vendite del commercio fisso al dettaglio è passato a 97,4 (base 2000=100), con un aumento del 3,6% sullo stesso mese del 2003, l’incremento più alto da maggio dello scorso anno. Tale risultato è la sintesi di una crescita del 6,3% negli alimentari e dell’1,8% nel non food. Rispetto al mese precedente, invece, la differenza è meno netta con i primi a +0,8%, i secondi a +0,5% e una media di +0,6%. Insomma, dopo molti risultati inferiori all’inflazione, le vendite sembrano risvegliarsi con il nuovo anno. Ma i saldi e le vendite promozionali hanno certamente fatto la loro parte. Dunque per capire se è vera ripresa dei consumi bisogna aspettare i prossimi mesi. Peraltro la differenza tra piccola e grande distribuzione resta troppo forte, con i negozietti che si difendono nei prodotti alimentari, ma cedono nettamente il passo nel non food. Nell’alimentare la crescita è infatti del 7,3% contro il 2,6%, mentre nei non alimentari la forbice tra grande e piccola distribuzione è estremamente divaricata: +8,7% contro +0,6%. L’incremento totale delle vendite, ancora con riferimento alla forma distributiva, è comunque pari a +7,4% nella gdo e +0,9% nelle imprese operanti su piccole superfici. All’interno della gdo, l’Istat segnala che alla crescita hanno contribuito soprattutto i grandi magazzini (+9,8%). Forte in ogni caso l’aumento registrato dagli ipermercati (+9,4%) e dai negozi specializzati di grande superficie (+8,4%). Chiudono la graduatoria gli hard discount (+7,5%) e i supermercati (+6,6%). I dati disaggregati relativi ai prodotti non food confermano la crisi. Per l’Istat, infatti, solo alcuni gruppi di prodotti non alimentari hanno registrato incrementi superiori all’inflazione che, va ricordato, nello stesso mese si è fissata al 2,2%. Tra questi, mobili, articoli tessili e abbigliamento (+4,4%), generi casalinghi durevoli e non (+3%), elettrodomestici e l’abbigliamento e pellicceria (ambedue a +2,7%). Quanto all’andamento delle vendite a livello territoriale, sempre nel mese di gennaio, gli incrementi maggiori a livello tendenziale sono stati rilevati nel Nordovest (+5,3%) e nel Nordest (+3,7%). Il Sud ha fatto rilevare un aumento del 3,3%, mentre il Centro Italia dell’1,8%. Sia i prodotti alimentari (+6,8%), sia quelli non food (+3,9%) hanno segnato gli incrementi più consistenti nel Nordovest. ´Un tenue risveglio del mercato interno, dovuto essenzialmente ai saldi e alle vendite promozionali, ma per parlare di ripresa occorre che la tendenza si consolidi nel tempo’. È stato il commento del centro studi di Confcommercio ai dati di gennaio sulle vendite al dettaglio diffusi dall’Istat. Al netto dell’inflazione relativa ai beni commercializzati le vendite al dettaglio in quantità registrano un incremento del 2% rispetto a gennaio del 2003, interrompendo un lungo trend negativo o stagnante che durava da giugno dello scorso anno. Dello stesso parere la Confesercenti, secondo cui ´la crescita delle vendite a gennaio è il frutto dell’avvio della stagione dei saldi e di un balzo significativo della grande distribuzione. La festa non è però per tutti uguale’. Anzi, dichiara la Confesercenti, ´mentre la grande distribuzione brinda a un dato che, depurato del 2,2% dell’inflazione di gennaio, rimane rilevante (+5,2%), i piccoli esercizi commerciali continuano a rimanere in territorio negativo con un -1,3 effettivo’.´L’Istat smentisce se stesso’, ha invece detto a nome dell’Intesa dei consumatori Elio Lannutti. ´Come fanno a crescere le vendite’, ha aggiunto, ´se tutti tirano la cinghia per arrivare a fine mese e nessuno risparmia più? È un mistero’.