I salari sono saliti più del carovita ma per la CGIL non c’è stata crescita

05/01/2010

Inflazione più bassa e retribuzioni più alte, sarebbe un ulteriore indicatore che la crisi è alle spalle. Ma è una equazione realistica? Nel terzo trimestre del 2009 – fonte Istat – le buste paga si sono incrementate dello 0,5% rispetto al secondo trimestre dello stesso anno e sono cresciute dell’1,8% rispetto al terzo trimestre del 2008. In undici mesi (gennaio-novembre) addirittura del 3,1%. Ma è francamente azzardato, comunque difficile, allineare stipendi e costo della vita, soprattutto per i tempi dei rinnovi contrattuali. Ci sono categorie di lavoratori che hanno un contratto vecchio di anni e altre che hanno ”rinnovato” recentemente e, dunque, possono far conto su adeguamenti importanti che non viaggiano con le dinamiche dell’inflazione.
Secondo il segretario confederale della Cgil, Agostino Megale, «al prevedibile risultato dell’inflazione corrisponde una crescita zero dei salari». In base ai calcoli della stessa confederazione le retribuzioni a fine 2009 sono cresciute dello 0,8%. Cioè esattamente come il costo della vita. «Non solo – aggiunge Megale – i salari non crescono, ma addirittura il reddito disponibile diminuisce dello 0,5% e nel Mezzogiorno si colloca addirittura a meno 0,8%». Aggiunge Megale: anche in settori dell’industria e del terziario dove ci sono stati incrementi salariali del’1,7% lordo, gli aumenti non sono andati oltre lo 0,8% netto. In sofferenza soprattutto i redditi sotto i 15.000 euro e quelli da pensione
.