I residence Valtur passano ai francesi

08/11/2001

Il Sole 24 ORE.com

Cessione a Pierre et Vacances per 40 milioni €

    I residence Valtur passano ai francesi
    MILANO. Cura dimagrante per Valtur, che si prepara a cedere i residence e le proprietà immobiliari che fanno capo alla sua controllata Valtur Casa, incassando una cospicua liquidità e concentrando le risorse sullo sviluppo di attività strettamente connesse al tour operating. A comprare Valtur Casa sarà il gruppo francese Pierre et Vacances, per un controvalore che dovrebbe aggirarsi intorno agli 80 miliardi di lire, oltre 40 milioni di euro. L’impatto sui conti del tour operator dovrebbe però essere minore, perchè una quota di Valtur Casa fa capo direttamente alla finanziaria della famiglia Patti, che a sua volta controlla il gruppo turistico con una quota del 70 per cento.
    Nessuna conferma dalle parti, anche se fonti vicine a Pierre et Vacances ammettono che è in corso una due diligence sui conti di Valtur Casa. Il gruppo transalpino – quotato alla Borsa di Parigi e controllato al 60% dal fondatore, Gerard Bremond (il restante 40% è sul mercato) – è leader incontrastato nel suo Paese nella gestione di residence per vacanze e realizza un fatturato superiore ai 500 milioni di euro. Ogni anno vengono "movimentati" oltre 5 milioni di persone, ma finora la società ha mantenuto un profilo estremamente basso per quanto riguarda l’internazionalizzazione delle sue attività.
    Il suo interesse per il mercato italiano si è concretizzato nel 2000, quando è stato firmato un accordo con Beni Stabili mirato al business immobiliare. In un secondo tempo è poi stata creata una vera e propria filiale italiana che ha già realizzato qualche piccola operazione. Ma l’acquisizione di Valtur Casa imprimerebbe una spinta di ben altra forza alla sua espansione, con centinaia di posti letto immediatamente disponibili. L’obiettivo (si veda «il Sole-24 Ore» del 24 giugno scorso) sembra essere addirittura quello di gestire 3mila appartamenti nell’arco di un triennio.
    Diverso il discorso per Valtur che diventerebbe un tour operator "puro", abbandonando un business – quello immobiliare – nel quale ha minori capacità di gestione. Ma soprattutto la società riceverebbe un’iniezione di liquidità di cui ha assolutamente bisogno. Il bilancio 2000, infatti, si è chiuso con una perdita di 103 miliardi (53,2 milioni di euro) in seguito alla quale è necessario abbattere e ricostituire il capitale sociale. Ma Sviluppo Italia, azionista del gruppo al 30%, ha mantenuto aperta l’assemblea fino a oggi (proprio martedì c’è stato l’ennesimo rinvio al 14 novembre), evitando di prendere una decisione.
    Una posizione che certo risente dell’imminente cambio ai vertici dell’agenzia pubblica.
    Per sbloccare l’impasse, la famiglia Patti aveva chiesto di acquistre la quota pubblica.
    E con la cessione di Valtur Casa e l’incasso di decine di miliardi da parte della capogruppo è quindi molto probabile che si avvicini l’intesa per l’uscita definitiva del socio pubblico dalla compagine azionaria.
    Martino Cavalli
 
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