I redditi perdono in due anni il 4% del potere di acquisto

11/02/2010

ROMA – Siamo tutti più poveri. La crisi falcidia il reddito delle famiglie italiane: quello medio, nel biennio 2006-2008, ovvero alle soglie recessione, scende del 4%; quello mensile (al netto delle imposte) si attesta intorno ai 2.679 euro. Ma una famiglia su cinque vive con meno di 1282 euro al mese e una su tre ha un debito sulle spalle. La crisi mette al tappeto anche la produzione industriale: nel 2009 l´indice accusa un calo del 17,4% rispetto all´anno prima (17,5 corretto per gli effetti di calendario). E´ il peggior risultato dal 1991.
Il primo dato arriva dalla Banca d´Italia, il secondo dall´Istat. Entrambe allarmano i sindacati e i consumatori. «Basta pezze», dichiara il leader Cisl Raffaele Bonanni, di fronte alla crisi dell´industria. «Il governo apra gli occhi e abbassi le tasse», gli fa eco Agostino Megale, commentando i contraccolpi della recessione sulle famiglie. Ma il governo cerca di minimizzare: «Confidiamo nella ripresa, pur se discontinua», assicura il ministro Maurizio Sacconi. Dalla Confindustria arriva invece una stima: a gennaio c´è un aumento della produzione dello 0,8% su dicembre, che compenserebbe il meno 0,7% congiunturale registrato a dicembre su novembre. Un altro numero significativo riguarda l´auto: la produzione industriale di autoveicoli a dicembre aumenta dell´85,1% rispetto allo stesso mese del 2008. Ma nella media dell´anno passato il calo è del 20,5% in termini grezzi e del 21,3% secondo il dato corretto per gli effetti di calendario.
Crisi e povertà: una valanga di cifre quantificano gli effetti di questo binomio. In particolare, dalla consueta indagine della Banca d´Italia sui bilanci degli italiani viene fuori che il 20% delle famiglie può disporre di meno della metà del reddito medio, ovvero di appena 1.281 euro al mese. I nuclei familiari che vivono al di sotto della soglia di povertà, sono il 13,4%. Per la cronaca: sono definite povere (in senso relativo) le famiglie con un reddito equivalente inferiore alla metà della media. Nel 2008 questa soglia risultava pari a 8.150 euro netti all´anno, cioè circa 680 al mese. L´indagine rivela anche che i più ricchi sono il 10% del totale, con un reddito mensile di 4.860 euro: da sola, questa fascia di individui, possiede il 45% dell´intera ricchezza netta delle famiglie italiane. Un livello di concentrazione invariato da quindici anni.
Un altro numero di rilievo, che è poi l´altra faccia della crisi, svela che le famiglie sono più indebitate di prima. E´ interessato al fenomeno il 27,8% dei connazionali, con un aumento del 2%. Il valore è ancora inferiore a quelli dei principali paesi industriali, in particolare nel comparto dei mutui. Non è aumentato il loro grado di vulnerabilità finanziaria, misurato dall´incidenza della rata dei prestiti per immobili sul reddito disponibile: il 17%, in linea con i dati 2006 e con gli altri partner. Se si guarda alla distribuzione geografica del calo del reddito, viene fuori che a soffrire è più il centro Italia, con un meno 4,2%. I più colpiti sono i lavoratori autonomi e gli operai. La ricchezza totale netta è pari a 153 mila euro medi.