I quattro «miracolati» della lotteria del lavoro: sarà un Natale sereno

17/12/2009

Daniela ha 31 anni e un bimbo di otto mesi. È una neo mamma che ha avuto la fortuna di
vincere un posto di lavoro per un anno da 1.000 euro al mese, semplicemente facendo la spesa. Bastava infatti spendere 30euro, per avere una cartolina da imbucare e sperare poi nella fortuna. L’iniziativa era partita un mese fa, promossa dalla catena di supermercati che fa capo al gruppo Cs&D (marchi Sigma e Despar). La prima estrazione ha garantito l’assunzione perun anno a Fabrizio Mameli, 44 anni, Daniela Carboni di Quartu, la giovanissima
Barbara Liori di 19 anni di Nuoro e Giovanna Vargiu, 31 anni di Pabillonis (vicino a Oristano). Quattro miracolati, estratti da un’urna che conteneva 183.250 cartoline. Considerando che la Sardegna ha un milione e mezzo di abitanti, al concorso ha partecipato l’11% della popolazione, dato che indica meglio di ogni statistica la fame di lavoro che divora l’isola. Daniela risponde con voce squillante: «Sono contenta -dice- non me lo aspettavo proprio. La cartolina l’ha imbucata mio padre, pensando a me». Eppure, anche se lei non ha un lavoro stabile, (è momentaneamente impiegata nel ristorante di famiglia) cederà il posto del miracolo a sua cognata: disoccupata, 27 anni e una bambina di pochi mesi. «Lavorava per una filiale di una ditta estera che ha chiuso. L’unico stipendio che entra in casa è quello del marito. Sono contenta di cederlo a lei, in fondo rimane tutto in famiglia. Qui il lavoro non si trova facilmente e sarebbe stato un peccato sprecare quest’opportunità ». Anche Fabrizio Mameli regalerà la sua «vincita» a suo nipote, perché lui ha 44 anni e supera i limiti d’età imposti dal regolamento. Giovanna Vargiu trentunenne di Pabillonis, quando le hanno comunicato «la vincita» è rimasta completamente «spiazzata»: «Proprio non ci speravo – racconta -, specialmente in un momento così difficile: ho una bambina, sono disoccupata e mio marito, dopo tre anni senza niente, fa il muratore ma è sempre a rischio. Non so cosa succederà tra un anno, per me è importante lavorare adesso. Passerò un Natale sereno».
Saràun buon Natale anche per quelli del gruppo Cs&D: «Abbiamo toccato una corda sensibile, visto i tempi », dice Anna Melas della direzione. «Non dimentichiamo che diamo veri posti di lavoro: il contratto è quello di formazione ma l’intento è stabilizzare». Di diverso avviso è Enzo Costa, segretario regionale della Cgil: «Dal gruppo Cs&D hanno dichiarato che ora non hanno bisogno di personale: i posti di lavoro sono aggiuntivi. Significa che si fanno questi contratti con la speranza che il lavoro aumenti per poi, forse, stabilizzare. Siamo alla deriva quando,
pur di aumentare i consumi, si fa leva su un bisogno sociale in una terra che ha il35%di disoccupazione giovanile. Vuol dire anche che la politica non è più in grado di garantire un diritto. Lasciando così molti spazi vuoti dove chiunque può inserirsi, anche una lotteria».