I punti-spesa diventano pensione

30/06/2004




mercoledì 30 giugno 2004

Pagina 25 – Economia

L´INIZIATIVA

Un fondo integrativo che si incrementa pagando alla cassa del supermarket: nel 2003 ha reso il 2,16%
E i punti-spesa diventano pensione

LUISA GRION

ROMA – La previdenza passa dal carrello della spesa: più spendi, più accumuli «punti», più soldi metti da parte per il tuo fondo pensione. L´idea è venuta alle iscritte della Federcasalinghe che – dopo aver riempito per anni gli armadi di casa di pentole inutili e radio-sveglia improbabili – hanno deciso che le famose raccolte su catalogo (ad esempio: ogni 5 euro di spesa al supermercato un punto da accumulare) – potevano avere un più nobile e utile fine dell´ennesimo regalo «esclusivo». Quello di far sì che anche le donne, o gli uomini, che lavorano in casa possano contare in futuro su una pensione integrativa.

Così, poco più di un paio d´anni fa, è nato il «Fondo pensione famiglia», voluto da Donneuropee-Federcasalinghe, e diventato quest´anno il più consistente fra i fondi complementari autonomi, con una raccolta di 1.113.200 euro ed una rendita non alta – ma di questi tempi – nemmeno disprezzabile (il 2,16 per cento nel 2003).
Gli iscritti sono ottomila: soprattutto casalinghe (il 65 per cento), lavoratori atipici (il 25) e studenti (10 per cento). La stragrande maggioranza è composta da donne fra i 35 e i 64 anni, residenti nel Centro e Sud Italia (dove l´occupazione femminile langue e le alternative al lavoro in casa sono minori). Vi è però anche una componente maschile varia, di età compresa fra i 24 e i 64 anni, formata quindi anche da giovani in cerca di futura sistemazioni professionale e di «casalinghi» per scelta o per forza.
La raccolta del capitale del fondo – che sarà poi investito per il 70 per cento in titoli obbligazionari governativi e per il 30 in azioni europee – funziona sia attraverso versamenti volontari, liberi e non necessariamente continui che – appunto – grazie all´accumulo di «sconti» spesa.


O meglio: per arricchire di quote il fondo chiuso gli iscritti possono fare la spesa in negozi e supermercati convenzionati utilizzando la «Fondo famiglia card», una tesserina (dal costo una tantum di 16 euro) che permette di usufruire di sconti sulla spesa compresi fra il 2 e il 30 per cento. Tali «agevolazioni» – deducibili fiscalmente – serviranno appunto a rimpolpare la previdenza integrativa degli iscritti.
I punti vendita convenzionati con il Fondo della Federcasalinghe sono distribuiti soprattutto nelle province di Padova, Treviso, Napoli e Roma, ma la spesa «a punti-pensione» si può fare anche nei supermercati e ipermercati del gruppo Lombardini (900 centri nel Nord Italia) e in quelli del gruppo Mida (A&O Familia) diffusi in Molise, Abruzzo e Puglia. Gli istituti bancari affiliati all´operazione sono Banca Intesa, Banca Roma , Sgr Sanpaolo Imi.


Per Federica Rossi Gasparrini, presidente della Federcasalinghe e del fondo stesso il successo dell´operazione è dovuta anche alla estrema elasticità dei versamenti. «Nel suo genere – dice – questa è l´unica iniziativa in Europa che, attraverso la spesa, permetta una raccolta di sconti finalizzati alle posizioni pensionistiche individuali. Nel 2003 circa il 35 per cento degli iscritti al fondo hanno utilizzato questa possibilità di accumulo».