I professionisti replicano a Monti

15/10/2003

ItaliaOggi (Professioni)
Numero
244, pag. 33 del 15/10/2003
di Ignazio Marino


Posizione dei consigli nazionali di categoria sulle affermazioni del commissario Ue per la concorrenza.

I professionisti replicano a Monti

Gli ordini non sono imprese ma enti che garantiscono i cittadini

´Gli ordini non sono imprese ma enti pubblici a tutela degli interessi del cittadino’. All’indomani dell’intervista a Mario Monti, pubblicata ieri su ItaliaOggi, è polemica sulle affermazioni del commissario europeo per la concorrenza che vede nel sistema professionale italiano ´troppi lacci e lacciuoli’. Per il mondo ordinistico sono infondate le valutazioni di Monti perché il metodo usato nel calcolare il grado di concorrenza della prestazione professionale in ambito Ue non può essere lo stesso dappertutto. Ciò perché la situazione sociale ed economica varia da nazione a nazione.

Scendendo nello specifico delle singole posizioni, poi, Antonio Tamborrino, presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti, ha giudicato la posizione di Monti ´fuori da ogni logica di liberalizzazione’. Tamborrino nella sua replica ha spiegato che i dottori commercialisti sono stati la prima categoria, e forse l’unica, ad aver abolito la tassazione dei minimi tariffari, modificando di conseguenza le norme di deontologia professionale interna. Ma la bocciatura senza appello per il commissario Monti arriva per l’equiparazione dell’attività lavorativa intellettuale a quella d’impresa. E non solo. ´Il professor Monti’, dice ancora il presidente del Cndc, ´fino ad adesso non ha mosso un dito per eliminare le esclusive concesse ai sindacati e ai Centri di assistenza fiscale, sottraendo alla professione dei commercialisti specifiche attività tipiche della categoria’. Una posizione molto critica quella del Consiglio nazionale che sarà ribadita con forza il 28 ottobre, data di convocazione degli ordini a Bruxelles per discutere della questione. Sulla stessa linea d’onda anche i ragionieri commercialisti. ´Mario Monti’, ha spiegato William Santorelli, presidente del Consiglio nazionale dei ragionieri commercialisti, ´sbaglia mira e deve distinguere le professioni’.

Poi, ricordando quanto detto in occasione del congresso nazionale della categoria svoltosi di recente a Taormina, Santorelli ha ribadito: ´Le professioni non hanno troppe regole ma solo regole troppo vecchie’.

Dalla professione contabile a quella forense le cose non sono molto diverse. E Remo Danovi, presidente del Consiglio nazionale forense, ha aggiunto: ´Gli ordini non hanno regole ma principi che mirano a tutelare la qualità della prestazione affinché le professioni, come quella dell’avvocato, non abbiano una commistione di interessi.

I vincoli che esistono non sono decisamente in contrasto con la concorrenza’.

Per i consulenti del lavoro è vero che ci sono molte regole, ´ma è anche vero’, ha detto Alfio Catalano, presidente del Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, ´che sono tutte a tutela dei clienti e non per bloccare la concorrenza’.

Passando alle professioni tecniche per Mariano Magnabosco, presidente del Consiglio nazionale dei periti industriali e dei periti industriali laureati, nella polemica che sta portando avanti Monti c’è un errore di fondo molto semplice: ´Gli ordini non sono imprese legate al capitale e al profitto. È vero che i professionisti non lavorano per la gloria’, continua Magnabosco, ´ma l’ordine non ha come oggetto sociale l’utile, bensì la tutela dell’interesse pubblico’.

Gli ingegneri, poi, da tempo hanno criticato lo studio (commissionato in primavera da Monti per misurare il grado di concorrenza nel settore delle prestazioni professionali in Europa) con un documento dove si esprimeva dissenso per il metodo usato nel fare l’indagine. Sergio Polese, presidente del Consiglio nazionale di categoria, non ha mai cambiato idea: ´La ricerca di Monti si basa su un’erronea concezione del libero mercato anglosassone.

In Gran Bretagna’, conclude Polese, ´il percorso formativo per ottenere la libertà d’esercizio della professione è molto diverso dal nostro’.