I professionisti italiani rivendicano un nuovo ruolo

24/10/2002

ItaliaOggi
Numero
252, pag. 1 del 24/10/2002
Maurizio de Tilla


I professionisti italiani riuniti oggi a Roma e a Rimini rivendicano un nuovo ruolo e una rappresentanza politica necessaria allo sviluppo economico e sociale del paese Un appello a parlamentari e ministri

La recente vicenda dell’art. 19 della Finanziaria 2003, le oscillazioni interpretative in materia di totalizzazione, la stasi parlamentare sulla fissazione di un tetto alla maternità, lo stallo del collegato fiscale alla Finanziaria 2002, il sostanziale immobilismo riguardo agli aspetti fiscali della previdenza privata stanno a indicare quanto sia necessario lo stimolo politico e la presenza dei professionisti negli incontri importanti del governo e delle parti politiche.

L’Adepp, che raccoglie l’adesione di ben 19 casse professionali e di circa un milione di professionisti, assume sempre più un ruolo di parte sociale necessaria da interpellare nella presentazione dei programmi di governo e consultare in occasione della presentazione di leggi e di progetti politici che interessano il mondo del lavoro e della previdenza.

Rivolgo questo importante e formale appello ai parlamentari e ai ministri che hanno la responsabilità della conduzione politica del paese.

La concretezza di questo messaggio, che riguarda con identica intensità ordini e associazioni, sta a significare quanto stia a cuore ai professionisti italiani contribuire allo sviluppo del paese attraverso quelle necessarie riforme che interessano in maniera rilevante il lavoro autonomo.

Ho più volte rilevato che la modernizzazione delle professioni si riannoda al progetto di sviluppo della società italiana nella quale sta crescendo la domanda di prestazioni professionali di qualità e di efficienza.

Il mercato è influenzato, in senso positivo o negativo, dalle professioni per gli effetti che ne derivano. E le funzioni delle professioni crescono a dismisura riguardando anche i settori pubblici e istituzionali.

I professionisti non possono delegare ad altri la propria rappresentanza.

Ordini, casse, associazioni e sindacati, seduti allo stesso tavolo, possono risultare decisivi per cogliere i momenti essenziali delle riforme strutturali del paese.

Non si può parlare di previdenza se non si comprende a fondo il distacco enorme tra previdenza pubblica e previdenza privata, se non si indaga alla radice sull’essenza del lavoro libero e professionale.

Non si può parlare di assetto nuovo della professioni se non si comprende che non si tratta di ribaltare o sconvolgere ciò che di buono si è sedimentato nel tempo, bensì solo di innovare con determinazione non tanto le strutture quanto le modalità di svolgimento dell’esercizio professionale, aprendo nuove strade ai giovani che, interessati al processo di terziarizzazione della società, non hanno orientamento, né formazione adeguata e trovano, invece, rispetto alle proprie istanze, ostracismi e chiusure che non sono certamente in linea con le responsabilità di coloro ai quali sono riferibili le scelte di sistema.

Sulla previdenza dei professionisti esistono molteplici equivoci e incomprensioni tra ceto professionale e parti politiche.

La previdenza privata è autonoma e autofinanziata dai professionisti italiani, senza alcun finanziamento diretto né indiretto da parte dello stato.

La previdenza privata è controllata più della previdenza pubblica in quanto si aggiungono, ai controlli pubblici dei ministeri vigilanti, della Corte dei conti e della commissione parlamentare di vigilanza, quelli privati del collegio dei sindaci e della società di revisione.

Per monitorare adeguatamente il sistema della previdenza privata già esistono strumenti adeguati e non è quindi necessario l’art. 19 della Finanziaria 2003 che, come il presidente del consiglio dei ministri ha giustamente sottolineato, va interamente cancellato.

Se poi la previdenza privata sta cominciando a funzionare bene ci si chiede perché intervenire ´selvaggiamente’ per ricondurla nell’alveo pubblico e aggravare, con una retromarcia di respiro corto, i conti pubblici?

Un siffatto progetto è pura follia. La gravità di un’inversione di tendenza rispetto alla privatizzazione sarebbe, in ogni caso, viziata da palese incostituzionalità, come è stato rilevato dal compianto Vincenzo Caianiello in un suo memorabile intervento in occasione della conferenza nazionale della cassa forense di Chia Laguna.

Ma gli equivoci tra l’Adepp e le parti politiche stanno continuando, sotto altro aspetto, con la totalizzazione. Una legge voluta dalla parte sindacale del centro-sinistra con il blindato art. 71 della Finanziaria 2001 approvata nell’anno 2000.

L’art. 71 è insufficiente, inattuabile e viziato di illegittimità.

Su richiesta esplicita del ministro Maroni l’Adepp, che rappresenta, come si è detto, un milione di professionisti, ha presentato un equilibrato progetto che risulta il frutto di uno studio che, se approvato, potrà dare puntuale attuazione alla totalizzazione.

Certo è che qualsiasi soluzione non dovrà ledere gli equilibri finanziari delle casse private, le quali, autonome e autofinanziate, non possono essere caricate di ulteriori ingiusti oneri.

Il testo del progetto di legge è stato depositato presso il ministero del lavoro dall’Adepp che ha manifestato la piena disponibilità per un incontro risolutorio in qualsiasi momento.

Non vi sono, invece, equivoci su due punti sui quali l’Adepp ha espresso pubblico apprezzamento al ministro Giulio Tremonti per l’intervento nel collegato fiscale non ancora approvato (riduzione e poi eliminazione della doppia tassazione) e al ministro Roberto Maroni per la manifestata volontà di indire una conferenza di servizi sull’assistenza sanitaria.

Lo sviluppo economico del paese si gioca anche sul piano fiscale e sanitario. Ma occorre fare presto, rimuovere gli ostacoli e superare le incertezze.

Con un po’ più di coraggio e di attenzione per i professionisti si possono raggiungere anche risultati insperati e, comunque, di grande rilevanza sociale e di forte consenso politico.

Maurizio de Tilla
* presidente Adepp