I prezzi truccati di Berlusconi

08/11/2004


    AFFARI DI MARCA

      I prezzi truccati di Berlusconi

        L’accordo del governo Berlusconi con la grande distribuzione per il blocco dei prezzi? Una presa in giro per i consumatori. Non sono solo le associazioni di tutela dei consumatori ad affermarlo, ma è quanto emerge da un’analisi resa pubblica in ottobre dalla prestigiosa società di ricerche Ac Nielsen. I prezzi nel canale moderno della distribuzione (ipermercati e supermercati) andavano verso la deflazione ben prima dell’accordo siglato dal governo. L’Osservatorio dei prezzi Ac Nielsen valutava nello scorso mese di agosto un incremento tendenziale dei prezzi solo nel settore bevande (0,12), alcolici (2,43) e nel confezionato (0,76). La variazione tendenziale negativa più rilevante era nel comparto analcolici (-1,20), subito seguito dal freddo fresco (-0,96) e dai prodotti per la casa (-0,20). Ma la ricerca di Ac Nielsen mette in evidenza un altro fenomeno per il quale l’accordo con la grande distribuzione di fatto si può considerare come nulla di più che un favore alla grande distribuzione e all’industria: l’andamento positivo dei discount, che da gennaio ad agosto di quest’anno hanno visto incrementare il proprio volume d’affari del 5,1%, a scapito proprio degli iper e dei supermercati.

          Andamento positivo che si affianca alla crescente diffusione dei prodotti di marca privata, che hanno eroso consistenti fette di mercato alla grande industria. Tutto ciò ha portato e porta a un ricorso sempre più massiccio a promozioni e a vendite sottocosto di prodotti industriali, in una evidente spirale deflazionistica. Insomma i consumatori stanno diventando sempre più attenti, critici e consapevoli nelle loro scelte. Ed è sempre più difficile per le grandi multinazionali abbindolare con il packaging, il marketing e la pubblicità. La marca privata non è infatti, secondo Ac Nielsen, solo un fenomeno di prezzo che cresce grazie a consumatori che soffrono per lo scenario economico difficile. Prova ne è che chi acquista abitualmente prodotti di marca privata e fa la spesa nei discount appartiene in prevalenza a una fascia di popolazione con livelli di reddito alti, abita nelle zone più ricche del paese e ha un’età tra i 35 e i 44 anni

          (mario bonaccorso)