I prezzi si raffreddano

23/05/2002





A maggio i primi dati delle città campione indicano una discesa dell’inflazione al 2,3% rispetto al 2,4% di aprile
I prezzi si raffreddano
Energia e farmaci guidano la marcia al ribasso – Ancora rincari tra i pubblici esercizi.

Vincenzo Chierchia
MILANO – L’inflazione frena la marcia in maggio, secondo le prime indicazioni dalle città campione, grazie ai ribassi rilevati sul fronte energetico e nella sanità. La crescita tendenziale dei prezzi al consumo dovrebbe attestarsi al 2,3% questo mese, ai minimi da oltre due anni (ossia dall’aprile 2000), a fronte del 2,4% di aprile e al 2,5% di marzo. A livello mensile l’incremento medio dei listini dovrebbe risultare pari allo 0,2 per cento. Sono stati soprattutto i risparmi nel comparto energia a determinare il risultato di maggio, grazie al calo del prezzo del gasolio da riscaldamento che ha alleggerito le bollette, e il minore prezzo delle medicine. Alberghi, ristoranti e pubblici esercizi si sono confermati come settori contraddistinti da una dinamica accentuata dei listini (+1,1%), seguiti dall’abbigliamento (+0,5%). A livello territoriale gli incrementi mensili più elevati sono stati rilevati a Venezia e Trieste con un aumento dello 0,4% rispetto ad aprile e del 3,1% e del 3% su base annua. Rispetto ad aprile crescita dei prezzi contenuta a Palermo, Perugia, Ancona e Genova (+0,1%). Milano si riconferma come una grande città con i prezzi complessivamente più freddi (+0,2% mensile e +1,8% annuale). Sul piano tendenziale prezzi sostanzialmente tiepidi anche a Bari, Firenze e Perugia (2,2%). Secondo l’ufficio studi Confesercenti, nonostante i primi risultati di maggio «neppure i più ottimisti possono sperare in una inflazione media per l’anno in corso inferiore al 2,5 per cento». «Nei primi cinque mesi del 2002 – sottolinea una nota – si è già accumulato un punto e mezzo di inflazione in più sul dicembre scorso». «Forse è il caso – ha dichiarato il presidente Marco Venturi – di rilanciare i rapporti tra Governo e parti sociali, che in passato hanno dato buoni frutti sul fronte dell’inflazione». «Bisogna tornare ad una politica della concertazione e a una politica dei redditi per mantenere l’inflazione all’interno di un contesto» ha sottolineato il segretario generale della Cisl, Savino Pezzotta. «Mi pare che le spinte inflazionistiche siano abbastanza sotto controllo, vediamo cosa fa il Governo con il Dpef» ha aggiunto il vicesegretario generale Cgil, Guglielmo Epifani. Cautela anche da parte dell’Isae. La dinamica dei prezzi ha registrato a maggio «un nuovo rallentamento, rafforzando la tendenza decelerativa avviata in aprile – sottolinea una nota -. «In assenza di shock esogeni, il processo di rientro dell’inflazione dovrebbe consolidarsi nei mesi estivi, anche se difficilmente il tasso di crescita su base annua si porterà sotto il 2% prima del 2003». È verosimile – sottolinea l’Isae – che il rallentamento «rifletta in larga misura sia l’esaurirsi degli effetti di trascinamento dei rincari di inizio anno, sia la sostanziale stabilizzazione dei corsi petroliferi dell’ultimo periodo, cui si è affiancato il recente apprezzamento del cambio dell’euro nei confronti del dollaro». Variazioni mensili «consistenti» – sottolinea però ancora l’Isae – sono state registrate ancora nella filiera del turismo, della ristorazione e dei divertimenti che sembrano resistere più di altri settori alla disinflazione. «Proseguono i segnali di riscaldamento dei servizi pubblici e ci sono strascichi di aumenti nel settore alimentare», sottolinea Donato Berardi di Ref. «Inoltre – aggiunge – gli effetti di calmieramento del settore energia sono destinati ad esaurirsi nella seconda metà dell’anno. Non si riuscirà a chiudere il 2002 con un tasso inferiore al 2,3-2,4%».

Giovedí 23 Maggio 2002