I portieri scioperano ma la Regione li sostituisce

12/09/2012

Firenze. Si saprà solo stamani mattina se per i 63 lavoratori che svolgono i servizi di portineria e autisti in Regione (Giunta, Consiglio e agenzie regionali) sarà possibile una soluzione o dal 1 ottobre saranno costretti a subire un drastico taglio dei loro stipendi. Il Consiglio regionale infatti, su proposta del presidente Alberto Monaci, ha rinviato la discussione a stamani. Motivo? La mancanza di documentazione da parte della giunta. In pratica in apertura di seduta di fronte alla protesta (civile) dei lavoratori che dopo un sit-in in strada sono saliti in aula, e di fronte alle mozioni di alcuni gruppi consiliari, Monaci ha spiegato che il consiglio disponeva solo di due documenti. Il volantino delle federazioni provinciali del settore commercio di Cgil e Cisl, e la lettera con cui le segreterie regionali dei due sindacati chiedono un incontro al Consiglio e al Presidente della Regione Enrico Rossi. Un po` poco per fornire qualche plausibile spiegazione su quello che era successo e soprattutto per dare indicazione su come uscirne. Da qui il rinvio. Immediata conseguenza è che i lavoratori continueranno lo stato d`agitazione confermando il proprio sciopero anche per la giornata di oggi. Una protesta di due giorni a cui però la Regione ha risposto sostituendoli.
Un «comportamento antisindacale» denunciato dalla consigliere comunale di Firenze Ornella De Zordo (Unaltracittà) meravigliata dal fatto che ciò avvenga in una regione dove la maggioranza è di centrosinistra, e confermato dai sindacati. «Nonostante la presenza di diffide della Cgil e dei Cobas – spiega AnnaRosa Picchioni della Rsa Cgil – alla mattina siamo stati sostituiti da dipendenti della Regione e in serata anche da guardie giurate». «Noi siamo obbligati a tenere aperte le sedi istituzionali della Regione ed è stata semplicemente garantita l`apertura ricorrendo, per lo stretto necessario, in parte a personale della ditta esterna che non era in sciopero e in parte a un gruppo di dipendenti regionali nel cui mansionario sono comunque previsti servizi di ausilio alle portinerie» spiega l`assessore al personale Stella Targetti. In aula il vicecapogruppo Idv Marco Manneschi, che la questione della gara l`aveva già sollevata a marzo, ieri ha presentato una mozione. Come anche Paolo Bambagioni per il Pd e Monica Sgherri per la Federazione della sinistra. Stamani saranno messe assieme per arrivare a un documento unico su cui dovrebbero convergere anche Pdl, Lega e Udc. Tutti del resto chiedono di rivedere la gara. Il problema infatti è che nelle gare per i servizi il massimo ribasso non può che scaricarsi sui salari dei lavoratori. Prima la Regione spendeva 17 euro l`ora e i portieri avevano un salario di 8,5 lorde l`ora (stipendi da mille euro al mese per un full-time; 600-700 euro al mese per un part-time).
La ditta romana ha vinto l`appalto a 12 euro l`ora. E quindi la paga oraria scenderà, calcolano i sindacati, del 30-35%. Quelli (pochi) a tempo pieno passeranno a 700 euro al mese e i part-time a 400-500 euro. «Potranno applicare il contratto per portieri di condominio. È un`anomalia che non ha precedenti» dice Maurizio Magi della Filcams Cgil. E uscirne non sarà facile. Ieri la Regione ha incontrato la ditta che ha vinto la gara e che rivendica un diritto oramai acquisito. «Come ha detto anche il presidente Rossi, faremo il possibile per venire incontro alle esigenze dei lavoratori» promette l`assessore Targetti. Ma la strada è in salita.