I Pm di Milano vogliono sentire Billè

23/09/2005

    venerdì 23 settembre 2005

    FINANZA – pagina 34

      E i Pm di Milano vogliono sentire Billè

      Mara Monti

      MILANO • La procura di Milano potrebbe sentire presto il presidente della Confcommercio Sergio Billè. È l’ultimo filone che sta prendendo forma in questi giorni alla luce dell’interrogatorio di lunedì dell’immobiliarista romano Stefano Ricucci. Al momento non ci sarebbe alcuna convocazione ufficiale, ma gli inquirenti sono sempre più convinti che il presidente di Confcommercio il quale sarebbe ascoltato come persona informata sui fatti, potrebbe spiegare passaggi importanti dei suoi rapporti con l’immobiliarista e con l’ex amministratore delegato della Bpi Gianpiero Fiorani. A parlarne per la prima volta era stato Gennaro D’Ammico, il manager della Bpi trait d’union con la Banca d’Italia, davanti ai magistrati di Milano lo scorso 25 agosto.

      Un’amicizia quella tra Ricucci e Billè che risale al settembre 2004 quando il finanziere romano fa nascere la Confimmobiliare, nuova associazione di banche e imprese del settore, e chiede l’affiliazione alla Confcommercio di Sergio Billè. In realtà la nascita della nuova associazione viene letta come una " diaspora" da Assoimmobiliare che fa parte del mondo confindustriale e ha tra gli iscritti Pirelli Real Estate, Gabetti Holding, Beni Stabili. Ricucci porta, invece, in Confimmobiliare — oltre alla sua Magiste — cinque banche ( Carige, Intermobiliare, Banca Nuova, Deutsche Bank e Meliorbanca), la Nuova Merchant di Livolsi, Paolo Ligresti e Claudio Lotito. Alla neonata associazione — il presidente onorario è Francesco Gaetano Caltagirone — aderisce anche la Fondazione Sorella Natura che ha lo scopo di diffondere i valori etici nella finanza: tra i soci benemeriti il Governatore Fazio, il presidente dell’Abi Sella, Giampiero Fiorani.

        I soci di Confimmobiliare e di Assoimmobiliare sono in gara anche per la dismissione del 50% del patrimonio immobiliare Enasarco — l’ente di previdenza integrativa di 350mila agenti di commercio — che vale circa 3,2 miliardi di euro. Ed è proprio questa vicenda ad avere sollecitato l’interesse degli inquirenti. Perché i sospetti sono che l’asta per l’aggiudicazione degli immobili fosse stata strutturata in modo da favorire Ricucci. Prove non ce ne sono, però, c’è la coincidenza del fatto che dopo il ritiro di Ricucci, Enasarco ha deciso di sospendere la gara. Ai magistrati il dossier sulla gara per gli immobili Enasarco