I partiti alla guerra del Madre

13/12/2010


Cozzolino: niente epurazioni. Martusciello: Caldoro faccia una proposta

Napoli – Lanciano tutti, in sintesi, lo stesso invito: vietato demolire la produzione culturale e le iniziative che hanno «rilanciato Napoli sulla scena internazionale». Dopo l´inchiesta di Repubblica e le risposte del governatore Stefano Caldoro, interviene Gennaro Migliore, il coordinatore nazionale di Sel. «Sono indignato per questo piano di smantellamento del patrimonio culturale regionale, che è una ricchezza identitaria della città: a cominciare dal Festival Teatro Italia. Invece di andare a Roma e sbattere i pugni sul tavolo per come sta crollando Pompei, cosa fa Caldoro? Si mette lui stesso a picconare il resto, ciò che funziona? In modo che non si veda più la differenza?», è l´invettiva di Migliore. Che poi si concentra sul passaggio dell´intervista in cui Caldoro, criticando la gestione del museo Madre, auspica la cura dei «più piccoli» e fa l´esempio della fondazione Morra Greco che, aggiunge, ha lavorato più a Bari «grazie al governatore Vendola e al sindaco Emiliano». Vendola, informato da Migliore, fa sapere che «si tratta di una strumentalizzazione non accettabile». Migliore spiega: «Cosa c´entra il fatto che quella galleria abbia realizzato una bella mostra in Puglia con il disegno di affossare il Madre, cancellare la prestigiosa esperienza del Festival Teatro o mettere i suoi amici al Mercadante? Caldoro dice inoltre una cosa da incompetente. Morra è solo un bravo e ricco collezionista che possiede belle opere e le mette e a disposizione delle istituzioni. Ma cosa c´entra questo con il valore di un museo pubblico?». L´ultima annotazione di Migliore è per il suo campo: «Perché il Comune di Napoli non si batte con forza su questi principi? Cosa ne dicono gli altri candidati alle primarie? Quale accordo, sulla cultura, è possibile su questi presupposti?», riferimento per niente velato alla collaborazione istituzionale tra l´assessore comunale Nicola Oddati e Caldoro sul futuro Forum delle Culture 2013, la cui organizzazione è ancora in alto mare.
Il caso spacca anche il Pdl. Fulvio Martusciello, capogruppo regionale, prende le distanze dalle defenestrazioni tout-court e dall´agenda dell´assessore Miraglia. «Sulla cultura, abbattere il bassolinismo mi sembra l´ultimo dei problemi – avverte Martusciello – una nuova politica culturale non passa attraverso la cancellazione di quello che c´è, perché risalente al "prima". Ecco perchè è tempo che il presidente della Regione assuma su di sé l´onere di una proposta all´aula. La cultura è delega del presidente e non di un singolo assessore». Anche Fli, con Roberto De Masi, esprime «il più profondo dissenso da questa visione e questi metodi». Infine, per l´eurodeputato del Pd Andrea Cozzolino, candidato alle primarie del centrosinistra, è sbagliato che «Napoli paghi questa smania di epurazione». Spiega: «La Fondazione Campania dei Festival e il Teatro Festival Italia sono risorse che nessuno può permettersi di dismettere. Tantomeno in nome di una furia lottizzatrice che non sa discernere tra qualità e spreco; tra strutture gestionali efficienti e carrozzoni. È arrivato il momento di mettere in campo un progetto di sviluppo dell´offerta culturale che valorizzi il meglio di quanto realizzato in questi anni. E faccia compiere alla città nuovi passi in avanti».