I misteri delle società turistiche

21/01/2004

GAZZETTA DI PARMA

    21 gennaio 2004

    I misteri delle società turistiche
    Chiesta l’insolvenza per Parmatour (il buco è di 400 mln) e per la Coloniale
    PARMA – «Ci sarà presto un’accelerazione nel settore turistico», si vociferava ieri nei corridoi di palazzo di giustizia. E che l’inchiesta sul crac Parmalat possa imboccare la strada che porta alle società vacanze del gruppo, sarebbe confermato dai passaggi formali cui _ in queste ore _ si sta cercando di dare risposta in tribunale. Il commissario straordinario di Parmalat Enrico Bondi ha infatti presentato la richiesta di stato di insolvenza per Parmatour e Coloniale, ritenuta la «cassaforte» di famiglia. La domanda è stata depositata al tribunale fallimentare di Parma dall’avvocato Umberto Tracanella, braccio destro del supercommissario.

    La procedura sarà però rallentata in attesa di chiarimenti sui vertici societari di Hit e Hit International, società dalle cui ceneri è nata Parmatour il 31 gennaio 2003 e che hanno conferito alla società villaggi turistici, immobili e agenzie. Hit e Hit International chiedono, a quanto si apprende, anch’esse la procedura fallimentare che però non è prevista in questi due casi dal perimetro del decreto Marzano. Questo comporterebbe, secondo la procedura, il fatto che il tribunale nomini un curatore fallimentare, che però trovandosi a gestire società al di fuori di quelle sotto «l’ombrello» dell’amministrazione Bondi, potrebbe avere il titolo a chiedere la revoca dei conferimenti effettuati a vantaggio in particolare di Parmatour, non essendo ancora passato un anno.

    Il debito di Parmatour – Intanto emerge un’altra voragine, quella relativa ai debiti. Ammonterebbe infatti a circa 400 milioni di euro il debito di Parmatour nella relazione presentata unitamente alla dichiarazione finalizzata ad ottenere lo stato di insolvenza. Lo si apprende da fonti del tribunale. Il buco riguarda il bilancio 2003 dal momento che la società è nata il 31 gennaio di quell’anno con il conferimento dei beni della Hit e della Hit International.

    Presidente e amministratore delegato di Parmatour è Angelo Cardile che, si apprende da fonti del Tribunale, sta collaborando all’avvio della procedura. Il legale rappresentante della società AlfaOmega, da cui è nata la Parmatour dopo il conferimento dei beni da parte delle due Hit, risulta invece il ragionier Angelo Ugolotti, il dipendente della Parmalat finito al centro delle cronache per essere risultato amministratore delegato di 25-30 società senza saperlo.

    In questa intricata vicenda emerge (da fonti vicine a Collecchio) che Bondi si appresterebbe a chiedere al ministero delle Attività Produttive l’affidamento anche della Hit e della Hit International, le due società che hanno conferito beni a Parmatour e che potrebbero quindi in teoria revocarglieli. La manovra appare necessaria per evitare azioni da parte di queste due società nei confronti dei beni Parmatour. Una risposta del ministero sarebbe attesa nelle prossime ore. Le due società, insieme alla New Holding di Giampaolo Zini, parteciparono all’aumento di capitale della vecchia società turistica dei Tanzi Alfa Omega, che si è trasformata dal 31 gennaio 2003 in Parmatour.

    L’assemblea di Parmatour, in calendario ieri in prima convocazione, è andata deserta. E’ quindi slittata in seconda convocazione, in programma domani.

    Il buco della Coloniale – Ammonterebbero ad oltre 300 milioni di euro i debiti della Coloniale secondo la relazione presentata dagli uomini di Bondi per richiedere la deliberazione dello stato di insolvenza. La Coloniale controlla con il 51% Parmalat Finanziaria, che controlla a sua volta al 100% Parmalat Spa.

    «Era un passaggio necessario _ sottolinea un inquirente _ perché la Coloniale appare sempre più come la vera cassaforte della famiglia Tanzi in quanto controllante a cascata delle altre società». In pratica, una volta deliberato lo stato di insolvenza, il commissario straordinario ha titolo per andare a controllare i conti della società nel mondo, ed ha legittimità a chiedere conto delle operazioni fatte attraverso questa società con la quale veniva controllato tutto l’impero di Collecchio.

    Tuttavia, la deliberazione dello stato di insolvenza avrà una procedura un po’ più lenta. Questo perché va sentito il legale rappresentante della società, che non sembra trovarsi in quanto dopo le dimissioni di Fausto Tonna il Cda aveva chiamato a quel ruolo Calisto Tanzi che però non ha mai accettato formalmente. O emergerà in queste ore un legale rappresentante oppure la procedura prevede che il tribunale possa riservarsi di convocare l’intero Cda. Forse già domani.

    r. c.