I McWorkers in piazza E oggi si bissa in Italia: «Vogliamo il contratto»

16/05/2014

Loro ci provano, ma è evidente che lo sciopero globale non è affatto una passeggiata. Eppure, chissà, potrebbe essere uno dei mustfuturi per il sindacato mondiale. E così i lavoratori dei fast food- tra i peggio pagati nel mondo – ieri sono scesi in piazza in 33 paesi, dall`India agli Stati Uniti, dalla Thailandia al Marocco, Gli italiani raddoppieranno oggi, con uno sciopero: 8 ore per chiedere il contratto, che la Fipe (la controparte) vorrebbe addirittura cancellare per sempre. «Devo far mangiare i miei figli» Eddie Foreman, 40 anni, lavora in un McDonald`s di Opelika, nell`Alabama. «La ragione per cui sciopero – spiegava ieri al New York Times- è che non guadagno abbastanza soldi per potermi prendere cura dei miei bambini». La retribuzione di Eddie è di 7,75 dollari all`ora, ma dentro questa cifra non ci sono solo le spese correnti di casa, ma anche la previdenza sanitaria per la sua famiglia. Guadagnando così circa 200 dollari a settimana, si fa presto a capire che non si sopravvive. La battaglia – ormai simbolica in tutto il mondo – punta al raddoppio della paga oraria, per arrivare a 15 dollari. #fightforl5 è lo slogan scelto per diffonderla. Ma il mondo dei ristoratori, negli Stati Uniti, non è certo pronto a concedere degli aumenti così facilmente: l`associazione nazionale dei ristoratori Usa (NRA, National Restaurant Associa non) ha spiegato che se mai si raddoppiassero le paghe, per loro sarebbe un disastro: «Si abbatterebbero i nostri profitti, si bloccherebbero le nuove assunzioni e salirebbero i prezzi». Chissà che la simpatia di Obama per questi lavoratori – che lo ha portato a sostenere la necessità di un salario minimo di 10,10 dollari l`ora – non possa aiutarli. «Fipe, non ci tapperai la bocca» «Vorrebbero chiuderci la bocca», recita Io slogan che i lavoratori del turismo dì Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno scelto per Io sciopero di oggi. Tra di loro, ci sono anche i lavoratori di McDonald`s, Autogrill, MyChef, tutti in attesa di un nuovo contratto da un anno perché la controparte datoriale – la Fipe – non solo si è alzata dal tavolo, ma addirittura vorrebbe cancellare il contratto nazionale. Al loro fianco anche i lavoratori di alberghi e tour operator di Confindustria, delle agenzie di viaggio di Fiavet, e quelli di Confesercenti. L`idea della Fipe – nell`epoca della liberalizzazione dei contratti a termine varata dal governo con il decreto Poletti – sarebbe quella di "rottamare" il contratto, sostituendolo con regolamenti aziendali, imposti unilateralmente dalle singole catene. Eliminando per i nuovi assunti gli scatti di anzianità, í diritti di malattia, la quattordicesima. Diritti probabilmente ritenuti "vecchi" e "poco competitivi". Oggi iniziative e cortei nelle principali città. Tag per seguirli: #fastfoodglobal e #fastgeneration.