I MC-BILANCI NASCOSTI

08/08/2003
   

08/08/2003



I MC-BILANCI NASCOSTI

«Nel 2002 le nostre vendite sono cresciute del 2%, il giro d’affari è cresciuto del 9% ed è stato di 455 milioni di euro». Più di questo non si riesce a sapere dalla McDonald’s Italia. Quando un’azienda mette il top secret sulla cifra degli utili, significa che è in perdita. Succede in Italia come nel resto della costellazione McDonald’s. Anche a livello globale le notizie sono scarse. Lo scorso gennaio la multinazionale degli Archi dorati, nostante un incremento del fatturato del 4%, ha chiuso per la prima volta un trimestre in rosso in 37 anni di storia. Nei mesi precedenti aveva chiuso 719 dei 30 mila ristoranti gestiti direttamente o in franchising. Dismissionini concentrate soprattutto negli States e in Giappone. La borsa di Wall Street ha severamente strapazzato il titolo McDonald’s che negli ultimi due anni ha dimezzato il suo valore. L’azienda imputa le sue sofferenze al dopo 11 settembre, alla mucca pazza e alla stretta generalizzata dei consumi. Nega che il giocattolo si sia rotto, afferma di poter ancora crescere. In Italia, ad esempio, è convinta che il mercato del fast food non sia ancora saturo (ci sarebbe spazio per altri 700 ristoranti, ma intanto ne chiude 8 dei 330 in attività). L’ingresso in Italia di McDonald’s è relativamente recente (1986). Decolla veramente nel `96 quando acquisisce la catena Burghy dai «macellai» Cremonini che, in cambio, diventano fornitori di McDonald’s in tutta Europa. In Italia i dipendenti della catena (e alla catena) sono circa 15 mila; si calcola che i clienti serviti giornalmente siano 600 mila. Nel mondo sarebbero 45 milioni. A quanto pare danno i primi segni di inappetenza.