I manager fanno più trasferte ma spendono meno

09/02/2005
    del lunedì
    lunedì 7 febbraio 2004

    sezione: ECONOMIA – pagina 11

    Viaggi d’affari / Bilancio 2004
    I manager fanno più trasferte ma spendono meno
    Scende la spesa per i viaggi d’affari anche se crescono i volumi, soprattutto degli spostamenti verso le mete nazionali, mentre diminuiscono quelli fuori dall’Italia. È la fotografia del settore per il 2004 scattata dall’Osservatorio Business Travel Italia del Master in gestione e sviluppo dei servizi turistici dell’Università di Bologna.
    I viaggi d’affari nazionali, infatti, hanno registrato un incremento del 4,3%, ma il loro andamento positivo non è riuscito a compensare la flessione del 5% di quelli internazionali, facendo così chiudere il 2004 con un bilancio negativo (-1,2% rispetto al 2003, a quota 17,2 miliardi) della spesa totale del comparto. Se la spesa è scesa, il volume (31 milioni di viaggi) risulta cresciuto dell’1,7 per cento.


    E le previsioni per quest’anno sono positive, ma non molto soddisfacenti. In termini di volumi si stima una crescita del 6,6% dei viaggi d’affari (che dovrebbero toccare quota 33 milioni) alla quale, però, corrisponde un incremento molto meno incisivo (1,5%) della spesa.


    Un valore che «in termini reali — commenta Andrea Guizzardi, direttore dell’Osservatorio — è molto probabile si trasformi in una contrazione. E se anche si confermasse positivo si tratterebbe di una crescita che compenserebbe appena la flessione registrata nel 2004».
    In particolare, a spendere e a viaggiare di più (+5,8% di spesa nel 2005 rispetto all’anno precedente e +7% dei volumi) saranno le aziende del settore della distribuzione commerciale.


    Ultime in classifica le imprese di servizi con flessioni rispettivamente del 4,2% e del 3%, in controtendenza con l’andamento registrato l’anno scorso (+5% della spesa rispetto al 2003 e +4,9% dei volumi).
    Il 2004 è stato un anno negativo per il comparto industriale, in particolare per le aziende a medio-basso ricavo per addetto che hanno registrato un decremento del 4,4% dei volumi e del 7,8% della spesa.


    «Si tratta — aggiunge Guizzardi — dell’unico segmento in rosso dell’anno scorso. E il debole avanzamento delle industrie ad alto ricavo per addetto (+2% dei volumi) non ha cambiato il segno dell’intero comparto manifatturiero. Tuttavia per il 2005 si prevede una ripresa (+4,4% della spesa e +3,4% dei volumi) soprattutto grazie alla ripresa dei viaggi internazionali delle imprese a mediobasso ricavo per addetto (i più costosi) dopo il crollo registrato nel 2004».