I Giovani di Confcommercio: meno vincoli alle nuove imprese

10/05/2004

        sezione: COMMENTI E INCHIESTE
        data: 2004-05-08 – pag: 10
        autore: VINCENZO CHIERCHIA

        Meno vincoli alle nuove imprese
        Le richieste dei Giovani di Confcommercio

        MILANO • I Giovani di Confcommercio rilanciano sulla promozione della nuova imprenditorialità come volano di crescita economica, ma denunciano al tempo stesso i vincoli alla stessa promozione di nuova imprenditorialità. Questi i temi al centro del convegno organizzato a Lecco dall’associazione guidata da Michela Vittoria Brambilla; i lavori sono iniziati ieri e proseguiranno oggi con un confronto tra il presidente di Confcommercio, Sergio Billè, i ministri Roberto Castelli, Roberto Maroni e Lucio Stanca, gli esponenti della Margherita Enrico Letta, Tiziano Treu.

        I giovani imprenditori operano per il 60% nel settore del commercio, per il 30% nei servizi e per il 10% nel turismo. Circa la metà, come ha sottolineato Michela Vittoria Brambilla, ha fondato la propria azienda ed è perciò «imprenditore di prima generazione che ha avuto il coraggio di rischiare».

        Imprenditorialità e commercio sono un binomio molto stretto. Ad esempio, la crescita della grande distribuzione (si veda l’articolo accanto) non ha rallentato la marcia verso la promozione di nuove imprese, sia pure in settori diversificati. Il 52% dei giovani italiani ha in mente di intraprendere un’attività autonoma e di mettersi in proprio, ha sottolineato la ricerca condotta dall’Istituto Piepoli per i Giovani di Confcommercio (il sondaggio è stato condotto su un campione di circa 700 persone dai 18 ai 37 anni). Per il 35% degli intervistati, però, i maggiori ostacoli a un’attività imprenditoriale giovanile sono costituiti dagli elevati costi per il reperimento delle risorse. Seguono l’elevata pressione fiscale (32%) e la burocrazia (23%). Il 30% dei giovani, invece, ritiene che lo scoglio da superare sia quello costituito dalle difficoltà di accesso al credito. Per i giovani in generale occorrono 6 mesi prima di trovare lavoro.

        Per quanto riguarda l’Europa oltre il 70% dei giovani imprenditori ritiene importante il fatto di far parte della Ue anche se questa non ha ancora fatto abbastanza per i giovani, come pensa il 30% degli imprenditori e il 40% del campione dei giovani. Il sondaggio comunque evidenzia come il 60% degli intervistati abbia fiducia nella capacità della Ue di venire incontro alle loro esigenze in futuro. Diffusa la sfiducia nella classe politica italiana (80%).

        «I giovani imprenditori devono farsi interpreti di uno stato d’animo che si va sempre più generalizzando e che sta mettendo purtroppo radici sia nel settore della scuola, sia nel mondo del lavoro al nord come al sud» ha affermato Michela Vittoria Brambilla.

        La crescita del mercato interno si coniuga poi con la competitività del sistema Italia. «Non si parla molto — ha aggiunto il presidente dei Giovani di Confcommercio — delle migliaia di laureati che, approdati al mondo dell’insegnamento o della ricerca, hanno di fronte a sé la prospettiva di un posto di lavoro che per anni e anni non consentirà loro di guadagnare più di 8-900 euro al mese».