I giganti del commercio conquistano la Penisola

07/03/2000
Martedì 7 Marzo 2000

 ECONOMIA
      PAGINA 27

      NOI & GLI ALTRI


E i giganti del commercio conquistano la Penisola

      La notizia era attesa. Eppure, è come se il passaggio definitivo del gruppo Gs sotto le insegne francesi del gruppo Carrefour sancisse ulteriormente il fatto che, per la grande distribuzione italiana, di strada da fare non ce n’è ancora molta. I numeri sembrano delinearlo senza alcun dubbio. Poche cifre per capire le proporzioni. Il sistema Coop, quale che sia il perimetro entro il quale lo si misura, non va oltre i 14.500 miliardi di ricavi. Ed è il numero uno indiscusso in Italia. Ebbene, Carrefour arriva a 100 mila miliardi di ricavi, tramite una rete di 680 ipermercati, 2.260 supermercati e 5.400 magazzini di hard discount. Gli altri italiani hanno numeri nemmeno lontanamente paragonabili. Sempre il «mondo» Coop può contare su 1.255 punti vendita totali. Dietro alle cooperative, poi, ci sono gli altri gruppi italiani che, comunque, hanno dovuto perlomeno allearsi con i colossi stranieri. È nota l’alleanza della Rinascente (gruppo Ifil) con Auchan. La famiglia veneta Bastianello che controlla la catena Pam ha aperto il proprio capitale ai tedeschi della Tengelmann. Resta la solitaria Esselunga della famiglia Caprotti. Ma fino a quando? Poco consola il fatto che in una ricerca della Cfi&Gpf sulla soddisfazione dei clienti dei supermercati italiani in cima alla classifica ci sia proprio Esselunga seguita dalla Coop. La battaglia dei numeri sembra essere definitivamente persa quando nel settore degli ipermercati medio-grandi (oltre 6.500 metri quadrati) fa capo a società non italiane oltre il 66,7% di quota di mercato. Quota che scende a oltre il 33% per le strutture di dimensioni tra i 2.500 e i 6.500 metri quadrati. Certo, le leggi della «new economy» raccontano di una non decisiva importanza delle dimensioni nei vari business. Può darsi. Di sicuro c’è che il primo gruppo a muoversi anche su questo fronte è stato ancora Carrefour che ha siglato un accordo con la Sears americana per mettere in piedi GlobalNextXchange, una centrale di acquisto che funzionerà da Borsa degli approvvigionamenti. E che razionalizzerà gli apporti di 50 mila fornitori per un importo pari a 80 miliardi di dollari (160 mila miliardi di lire).