I fondi pensione sfiorano 2 miliardi

17/09/2004


            venerdì 17 settembre 2004

            Pagina 42 – Economia

            Alla vigilia dell´entrata in vigore della riforma Maroni, la previdenza complementare mostra segnali di crescita
            I fondi pensione sfiorano 2 miliardi
            L´attivo cresce del 36% in un anno, 371mila gli iscritti

            LUCA PAGNI

            MILANO – Siamo ancora molto lontani dai livelli raggiunti nei paesi anglosassoni, ma qualcosa comincia a muoversi anche in Italia. Spaventati dal futuro sempre più incerto del sistema previdenziale e anticipando i tempi della riforma Maroni, gli italiani si avvicinano pur con qualche resistenza ai fondi pensione. Lo rivela l´ultima rilevazione effettuata da Assogestioni, l´associazione di categoria che raccoglie tutti gli operatori che si occupano di risparmio gestito.

            Nei primi sei mesi dell´anno, l´attivo netto complessivo dei fondi pensione aperti è arrivato a sfiorare quota 2 miliardi. Con un incremento del 36,7% rispetto allo stesso periodo dell´anno scorso e un più limitato +4% nel periodo tra aprile-giugno 2004 rispetto al trimestre precedente. In crescita anche il numero degli iscritti ai fondi: sono aumentati di 21mila unità, dai 350.356 al 30 giugno 2003 agli attuali 371.547.
            Assogestioni parla di «bilancio positivo» e mette in evidenza come i numeri non potranno che crescere ancora quando entrerà in vigore a tutti gli effetti la riforma Maroni sulla previdenza: il progetto prevede che una parte del Tfr, il trattamento di fine rapporto meglio conosciuto come liquidazione, dovrà obbligatoriamente essere dirottata verso i fondi pensione. Questo, sulla carta, dovrebbe avvenire dal primo gennaio del 2005, ma a tutt´oggi mancano ancora decreti attuativi e regolamenti, per cui non si conoscono quantità e modalità del trasferimento.


            Nell´attesa, i numeri dicono che a piccoli passi i lavoratori si siano avvicinando ai fondi pensione. Ad esempio, il peso dei contributi dei lavoratori dipendenti è salito al 37,1% dei flussi totali (contro il 34,7% del giugno 2003), mentre è scesa di pochissimo quella dei lavoratori autonomi (dal 50,6% al 49%). Anche la suddivisione per fasce di età conferma la tendenza già sottolineata in passato della scarsa propensione dei più giovani a fare piani previdenziali per il proprio futuro. Il maggior numero di iscritti si trova, infatti, nella fascia compresa tra i 40 e i 49 anni (128.055), a ruota la fascia d´età tra i 30 e i 39 anni (114.823), seguita dalla fascia 50-59 anni (80.100). In fondo alla classifica, come detto, i giovanissimi (31.146 iscritti tra i 20 e i 29 anni) e gli over 59 (16.197). Ma questi ultimi hanno qualche certezza in più sulla consistenza della loro pensione


            La statistica conferma, ancora una volta, come il paese sia economicamente diviso in due: nelle regioni del Centro e del Nord risiede il 77% degli iscritti. E come il mondo del lavoro sia coniugato al maschile: le donne iscritte ai fondi pensione solo il 27,9%, in crescita rispetto al primo semestre del 2003 di un modesto 0,8%
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