I fondi pensione finiscono sotto zero

11/02/2002



BILANCI La previdenza integrativa fa i conti con la crisi di Borsa

I fondi pensione finiscono sotto zero


I �contrattuali� hanno perso lo 0,5% mentre il Tfr ha reso il 3,2%

      L e performance sono negative, anche se in molti casi i gestori hanno fatto meglio dei benchmark, il parametro di confronto utilizzato per valutare la loro bravura. I patrimoni sono in crescita grazie ai contributi dei nuovi iscritti, anch’essi in aumento. E’ la fotografia dei fondi pensione nel 2001 offerta dal rapporto annuale della Covip, l’Autorit� di vigilanza sul settore presieduta da Lucio Francario. I rendimenti – cio� le variazioni nel valore della quota degli iscritti – scontano naturalmente tutte le difficolt� di un anno pesante come il 2001. Le delusioni maggiori derivano dai fondi chiusi, cio� quelli di natura contrattuale. E vero che i loro portafogli, non particolarmente aggressivi, hanno risentito in misura minore della flessione dei mercati. Ma � altrettanto vero che non sono stati in grado di tenere il passo con il Tfr, l’accantonamento di fine rapporto, la loro principale fonte di alimentazione. Il Tfr per legge si rivaluta annualmente in base a un tasso dell’1,5%, pi� il 75% dell’inflazione. Nel 2001 gli otto fondi chiusi operativi hanno spuntato un rendimento medio leggermente negativo, -0,5%, rispetto al �3,2% del Tfr. Ancora pi� amaro il confronto se si guarda al biennio 200O-2001: la performance � stata del 3%, meno della met� rispetto al 6,7% offerto dal Trattamento di fine rapporto.
      I dati della Covip sono aggregati: se si guarda all’andamento dei singoli fondi chiusi, per il 2001 il rendimento pi� elevato � quello di Cooperlavoro (Cooperative di produzione e lavoro) con il 6,03%. In questo caso, per�, la gestione finanziaria vera e propria � partita solo a settembre e per il restante periodo il patrimonio � stato investito in liquidit�, e quindi con investimenti a bassissimo grado di rischio ma redditizi. Piatte le performance di Cometa (metalmeccanici) e Fondo quadri e capi Fiat, rispettivamente 0,23 e 0,20%. Segno pi�, con il 4,86%, anche per la linea d’investimento prudente di Fondodentisti (fra i chiusi gi� operativi � l’unico multicomparto), mentre le altre due pi� aggressive hanno registrato performance negative dell’1,3 e dell’8,47%. Risultati negativi anche per Fonchim (chimici) e per Fondo quadri e capi Fiat, rispettivamente -1,46 e -1,74%.
      Il discorso cambia se si guarda a un orizzonte temporale pi� lungo, sicuramente pi� congruo per un investimento di tipo previdenziale. Fra l’inizio del 1998 e la fine del 2001, a esempio, Fonchim (il primo dei chiusi a partire) ha spuntato un rendimento complessivo del 18,3%, superiore al 13,1 del Tfr.
      Bilancio in profondo rosso anche per i fondi aperti che offrono varie linee d’investimento con diverso grado di rischio. Secondo il rapporto della Covip, il rendimento medio aggregato per tutti i comparti � stato negativo -5,6% rispetto al -6,7 del benchmark: nel biennio 2000-2001 il calo � del 2,8 contro il -9,4% del parametro di riferimento. La flessione pi� pesante � naturalmente quella delle linee azionarie, in cui si concentra la quota pi� rilevante di iscritti e contributi: hanno perso il 9,9% facendo per� meglio del benchmark (-11,4%). In flessione anche le bilanciate: meno 4,1% in un anno mentre nel biennio il risultato � positivo dello 0,1%: il benchmark, invece, ha segnato rispettivamente -4,8 e -5,4%.
      La Covip, comunque, lancia il segnale d’allarme. �L’attuale livello degli accantonamenti – spiega il presidente Lucio Francario – � insufficiente a garantire un’adeguata copertura previdenziale. Per risolvere il problema bisogna porre in campo gli accantonamenti annuali del Tfr, come prevede il disegno di legge delega in materia previdenziale. Inoltre l’aliquota dell’11% sui rendimenti dei fondi pensione dovrebbe essere ulteriormente ridotta, anche in considerazione del notevole vincolo di indisponibilit� che contraddistingue la previdenza complementare�.
      I fondi pensione continuano comunque a crescere. Alla fine del 2001 gli iscritti erano poco meno di 1,3 milioni, il 17,1% in pi� rispetto all’anno precedente, mentre l’attivo netto � di 3,2 milioni di euro, pari a circa 6.200 miliardi di lire. In dodici mesi � aumentato del 84,4%, quasi esclusivamente grazie all’afflusso di nuove risorse. Le adesioni si concentrano per oltre i tre quarti nei chiusi, rivolti soprattutto a lavoratori dipendenti. Quelli autorizzati all’esercizio sono 31, rispetto ai 23 dell’inizio dell’anno, ma solo otto hanno una gestione finanziaria pienamente operativa. Il pi� grande � Cometa dei metalmeccanici, con 368 mila iscritti e un attivo netto che al 31 gennaio aveva raggiunto 1,03 miliardi di euro, quasi 2 mila miliardi di lire. Seguono Fonchim, Fondenergia (raggruppa in prevalenza aziende del gruppo Eni), quadri e capi Fiat, Fondodentisti, Cooperlavoro, e i fondi regionali Solidariet� Veneto e Laborfonds, destinati rispettivamente alle aziende del Veneto e del Trentino-Alto Adige. Sulla rampa di lancio, poi, vi sono quattordici fondi chiusi autorizzati solo alla raccolta delle adesioni. Fra quelli con il bacino potenziale pi� ampio vi sono Fonte e Fundum per commercio, turismo e servizi (rispettivamente dipendenti e lavoratori autonomi), Fondartigiani, Previmoda per tessile, abbigliamento e calzature, Alifond per aziende alimentari.
      L’attivo netto dei fondi aperti, rivolti a professionisti e lavoratori autonomi, � di 943 milioni di euro, 1.825 miliardi di lire, il 70,8% in pi� rispetto alla fine del 2000. Gli iscritti sono solo 285 mila (il 70,8% in pi� rispetto all’anno precedente), di cui il 66% fa capo ai fondi delle prime cinque societ�. In pole position i fondi di IntesaBci e Montepaschi.
      Il rapporto della Covip fa il punto anche sui piani pensionistici individuali introdotti dalla riforma previdenziale del 2001, e che presentano prestazioni, vincoli e regime fiscale analoghi a quello dei fondi pensione. I premi si attestano intorno ai 250 milioni di euro, pari a 484 miliardi di lire, mentre i contratti sono 220.000 circa.
Roberto E. Bagnoli


Patrimoni e Finanza