I flussi elettorali: Analisi Abacus-La Stampa

17/05/2001
La Stampa web


 


Giovedì 17 Maggio 2001
Al Sud la grande fuga degli elettori dell’Ulivo
«Tradiscono» 40 su 100. I leghisti delusi scelgono Di Pietro
Umberto La Rocca
Le tre «torte» in alto mostrano come ha votato alle elezioni di domenica, nei collegi maggioritari per la Camera, chi nelle Regionali del 2000 aveva scelto l’Ulivo, il centrodestra o si era astenuto. E spiegano perché il centrosinistra non è riuscito a colmare il divario che lo separava dal Polo. 1) L’Ulivo non ha sfondato nell’elettorato dello schieramento opposto a cui ruba solo il 5 per cento e cede altrettanto. 2) Le liste intermedie, Di Pietro, D’Antoni, Bonino, hanno danneggiato in misura praticamente uguale i due schieramenti. 3) Al recupero degli astensionisti di sinistra da parte dell’Ulivo, ha risposto il centrodestra con una analoga riconquista. Il quadro si precisa quando si esaminano i «flussi» di voti dall’una all’altra coalizione per aree geografiche. Al Nord l’Ulivo ha effettivamente rimontato posizioni allo schieramento capeggiato da Berlusconi: 6 elettori su 100 che alle Regionali avevano votato centrodestra sono passati dall’altra parte della barricata. Non solo. La flessione del centrodestra è completata dalla fuga di 9 elettori su cento verso Di Pietro: con tutta probabilità si tratta in larga parte di leghisti delusi dall’alleanza con Forza Italia. Ma questo parziale recupero nel Settentrione è stato vanificato da un autentico crollo del centrosinistra al Sud. Dove su 100 elettori dell’Ulivo alle Regionali, ben 40 non hanno confermato la loro scelta. E, di questi, 17 sono passati direttamente al Polo (contro 12 che hanno effettuato il percorso inverso). Una vera fuga dovuta, probabilmente, al passaggio armi e bagagli, prima del voto, di esponenti del centro dell’Ulivo a Forza Italia. E, naturalmente, alla delusione delle aspettative dei cittadini meridionali.
Fermo restando, perciò, che per la sconfitta di Rutelli sono stati decisivi lo svantaggio di partenza al Nord dopo l’alleanza di Polo e Lega, e la mancata intesa con Rifondazione, si può aggiungere che è stato principalmente il Sud a deludere il centrosinistra. E’ lì che la rimonta dell’ex sindaco di Roma si è arenata.





 

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Giovedì 17 Maggio 2001
La carta vincente dei Poli resta quella delle alleanze
Paolo Natale
LE analisi che qui vengono presentate confermano in massima parte ciò che da tempo gli studiosi mettono in evidenza: la tendenza cioè ad una fedeltà di coalizione che si fa sempre più forte. Se si osservano i dati della tabella più in alto, appare realistico affermare che il nostro paese si trovi in presenza di una forte contrapposizione politica ed elettorale, anche dal punto di vista del cittadino. Come si può notare, la fedeltà alla propria coalizione è per entrambi i poli superiore all’80 per cento. E, se anche qualcuno esce dal suo polo, lo fa per andare altrove, (quasi) mai per passare a quello avversario. I risultati elettorali e lo scenario politico che emergono dalle singoli elezioni non possono che essere quindi la conseguenza di 3 elementi sui quali le forze politiche si sono ultimamente basate per cercare di rompere questa stabilità di fondo:
a) la possibilità di praticare una politica delle alleanze
b) la forte personalizzazione della politica, che rende talvolta cruciale la scelta di un candidato per la vittoria o la sconfitta nei singoli collegi, fornendo la possibilità di creare voti in libera uscita, sia "dall’alto" (ad esempio, per quanto riguarda i candidati "premier") che "dal basso" (per quanto riguarda i candidati dei collegi);
c) la differente capacità di attrarre potenziali astenuti o di intercettare il ritorno al voto di ex-astenuti.
Grazie alla seconda tabella si può invece cercare di comprendere meglio il relativo maggior insuccesso del centro-sinistra nel voto proporzionale rispetto a quello nei collegi. Ci si è chiesti: dove sono finiti questi voti? I risultati appaiono a prima vista sorprendenti, in particolare per quanto riguarda le regioni meridionali del paese (Sicilia, Campania e Puglia). La defezione di una parte degli elettori ulivisti sembra premiare in misura significativa Di Pietro (come ci si poteva attendere), ma anche (inaspettatamente) Alleanza Nazionale. Dall’altra parte, un buon fascino sembra aver esercitato la Margherita sugli elettori della Casa della Libertà. Le ultime consultazioni politiche ribadiscono quindi i tratti salienti che demarcano il rapporto tra cittadino e voto esistente oggi in Italia: mentre da più parti giungono segnali di crescente disinteresse per la politica, assistiamo parallelamente anche ad un incremento di "fedeltà di coalizione".
Responsabile ricerche
politiche dell’Abacus
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