I direttori del personale scelgono contratti a tempo e inserimento

30/06/2004


      sezione: ITALIA-LAVORO
      data: 2004-06-30 – pag: 21
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      I direttori del personale scelgono contratti a tempo e inserimento
      MILANO • I direttori del personale scommettono sulla flessibilità, introdotta dalla legge Biagi, e puntano soprattutto sul contratto di lavoro a tempo determinato. È quanto emerge da una ricerca sull’applicazione della riforma Biagi, realizzata da Gidp-Hrda (l’Associazione direttori risorse umane) che ha monitorato 38 aziende per un totale di 42.779mila occupati, un fatturato globale di 7.245 milioni di euro e uno medio di 290 milioni di euro.

      Quattro le domande su cui i direttori del personale sono stati chiamati a dare una propria risposta: le assunzioni previste nei prossimi 12 mesi; le motivazioni a favore o contro le varie tipologie contrattuali; il numero delle assunzioni per tipologia contrattuale e le aree funzionali nelle quali assumeranno.

      In testa alla preferenza la somministrazione di lavoro a tempo determinato, al quale il 90% degli intervistati dice di ricorrere perché «aumenta la flessibilità» (94%), «riduce i costi» (3%), ed è adatto «per necessità temporanee» (3%). Attraverso questo strumento l’obiettivo è quello di assumere 308 unità da impiegare nei servizi generali, nell’informativa, nell’amministrazione, nella segreteria.

      L’appalto di servizi piace invece al 45% degli intervistati che lo considerano uno strumento per «aumentare la flessibilità» (59%) e per «ridurre i costi» (41%). In questo caso la previsione di assunzioni è di 182 unità. Un riscontro positivo ha il contratto di inserimento: il 58% dei direttori del personale si è detto pronto a servirsi di questo per «ridurre i costi» nel 68% dei casi, e per aumentare la flessibilità nel 32 per cento. Ad essere assunti con il contratto di inserimento (le previsioni indicano 130 nuovi occupati a breve) saranno neo laureati, diplomati, disoccupati di lunga durata.

      Riscuote l’81% delle preferenze il lavoro a progetto, da destinare alla consulenza, alla logistica, alla progettazione al marketing. Anche il tempo parziale riscuote una buona dose di successo dal momento che il 79% dei direttori del personale si dichiara pronto a ricorrere a questo strumento.

      Piace meno invece il lavoro a chiamata, utilizzabile solo dal 24% degli intervistati, il lavoro ripartito (5% delle preferenze) e lo staff leasing (26%).

      Nel complesso il 36% degli intervistati ritiene «utile ricorrere a uno strumento consulenziale per l’ottimizzazione degli istituti contrattuali presenti nella propria organizzazione».