I dipendenti Feltrinelli incrociano le braccia

14/04/2006

    venerd� 14 aprile 2006

    IL CASO

    Proclamata l’agitazione nelle librerie da sempre vicine alla sinistra

    I dipendenti Feltrinelli incrociano le braccia
    �L’azienda vuole aumentare i precari�

      di Luciana Cavina

        Lo spettro della precariet� volteggia anche sulle librerie Feltrinelli, e, per la prima volta i dipendenti si difendono con l’arma dello sciopero. Mai prima d’ora infatti, i lavoratori dell’azienda fondata da Giangiacomo Feltrinelli, da sempre vicina alla sinistra, avevano incrociato le braccia. Questa volta, invece, le trattative per il rinnovo del contratto integrativo sono terminate con un muro contro muro. Sotto le Due Torri, se l’adesione alla protesta, indetta per otto ore, sar� abbastanza alta, le librerie a marchio Feltrinelli — ovvero i negozi di piazza Ravegnana, via Zamboni, via dei Mille, Ugo Bassi, piazza Galvani e nel centro commerciale di Casalecchio (in tutto un centinaio di impiegati) — potrebbero abbassare le saracinesche il fine settimana dopo Pasqua, se non, addirittura, quello seguente. Altre citt� della Penisola, invece si mobiliteranno prima, a partire da domani. A dare l’annuncio � la sigla Filcams-Cgil, maggioritaria all’interno dell’azienda, ma, assicurano i dipendenti, la decisione porta la firma anche di Cisl e Uil .

        �La vertenza aperta � a livello nazionale – spiega Roberto Bosi, delegato sindacale Cgil di piazza Ravegnana — ma ogni citt� decide autonomamente la data di astensione dal lavoro. Noi, inoltre, non ci limiteremo al blocco del servizio, ma organizzeremo una campagna informativa, e metteremo alcuni cartelli in evidenza nel giorno dello sciopero. Cercheremo, insomma, di far comprendere le nostre ragioni ai clienti�. Tra queste ragioni spicca la volont� dell’azienda di riservare un diverso trattamento ai dipendenti, creando nuove forme contrattuali per i neo assunti.

        �Rifiutiamo questa logica — commenta Bosi — per un’ovvia motivazione etica che richiede pari dignit� sul lavoro, ma anche per una ragione pratica, perch� impedisce a tutti i lavoratori la certezza di una qualsiasi crescita contrattuale�. I sindacati chiedono, tra le altre cose, che siano determinate contrattualmente le condizioni del part-time e la possibilit� di cumulo dei permessi di recupero e la loro calendarizzazione.

          �Il fatto � — va al dunque il sindacalista — che, dopo il cambio di alcuni dirigenti, l’azienda vuole avvalersi degli strumenti di precarizzazione consentiti dalla legge 30, superando accordi presi in precedenza�. �Con l’azienda, comunque — sottolinea Bosi — avevamo sempre mantenuto un dialogo proficuo. Il contratto � scaduto a settembre, e ora i rapporti sono completamente cambiati�.