I dipendenti degli studi professionali potranno lavorare anche da casa

05/05/2006
    venerd� 5 maggio 2006

    Pagina 40 – Professioni

      I dipendenti degli studi professionali potranno lavorare anche da casa

        Con il nuovo contratto collettivo, firmato il 3 maggio dai sindacati, rivista tutta la parte normativa.

          di Ignazio Marino

            Va in soffitta la vecchia idea del dipendente dello studio professionale seduto a una scrivania a ricevere telefonate. Il lavoratore, oltre a veder remunerati i diversi livelli di professionalit�, potr� contare in futuro anche su nuove modalit� d’impiego. Che vanno dalla possibilit� di lavorare da casa a quella di ripartire il lavoro con un collega (job sharing). A intervenire su questi aspetti � stato il nuovo contratto collettivo nazionale per gli studi che i sindacati dei professionisti (Consilp-Confprofessioni, Confedertecnica e Cipa) e quelli dei lavoratori (Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltusc-Uil) hanno firmato il 3 maggio 2006. E che prevede anche aumenti in busta paga che vanno dai 48 euro agli 80 euro, in base alla qualifica. Oltre che una migliore tutela sanitaria e previdenziale (si veda ItaliaOggi di ieri). Il Ccnl, per la parte normativa decorre dal 1� luglio 2004 e per la parte economica dal 1� gennaio 2006. In entrambi i casi il contratto sar� valido fino al 30 settembre 2007

              Mercato del lavoro

                Se da un lato la parte economica negli anni ha subito aggiornamenti periodici, dall’altro la parte normativa del contratto, che risale al 1997 con tre protocolli differenti, � quella che ha subito il restyling pi� profondo. Dal 2001, infatti, i tre sindacati hanno cominciato a lavorare per l’unificazione del contratto, mettendo in campo, per�, aggiornamenti parziali. Cos�, l’accordo raggiunto l’altro ieri ha portato a una riorganizzazione complessiva della parte contrattuale (si veda tabella) che ha visto anche l’inserimento delle nuove forme previste dalla riforma Biagi, come il lavoro ripartito. In questo caso due lavoratori potranno assumere un’unica obbligazione subordinata dividendo in maniera proporzionale la retribuzione. Altra opportunit� � quella del telelavoro. Che rappresenta una variazione delle modalit� di esecuzione della prestazione lavorativa. Due le possibili tipologie: il �telelavoro mobile’ che permette al dipendente di lavorare da casa e l’�hoteling’, che prevede una postazione di telelavoro di riferimento presso realt� esterne a quella da cui si � alle dipendenze. Spazio, inoltre, all’apprendistato professionalizzante. Lo studio potr� assumere apprendisti fino al 100% dei lavoratori specializzati e qualificati in servizio presso lo studio. Si tratta di una novit� molto attesa dai professionisti, i quali potranno assumere con questo contratto i giovani di et� compresa fra i 18 e i 29 anni a particolari condizioni. L’impegno formativo sar� determinato da un monte ore di formazione interna o esterna allo studio di almeno 120 ore per anno.

                  Con il nuovo contratto part-time si consentir� meglio di far fronte alle caratteristiche dello studio, anche in considerazione delle esigenze dei lavoratori gi� occupati. Per i flussi di lavoro stagionali, come per esempio accade per quei professionisti contabili che in questo periodo dell’anno si stanno occupando della compilazione della dichiarazione dei redditi, ci sar� poi il contratto a tempo determinato. Un regime transitorio, infine, sar� previsto per i contratti di formazione lavoro gi� avviati.

                    Aumenti in busta paga

                      Quanto alla parte economica, gli ultimi interventi risalgono all’accordo del luglio 2004 (si veda ItaliaOggi del 29/7/2004). I nuovi aumenti variano dai 48,34 euro per il quinto livello agli 80,49 euro per i quadri. L’aumento medio rispetto all’ultima modifica del 2004 � del 4,62%. Poich� la parte economica entra in vigore il 1� gennaio 2006, ai lavoratori spetteranno gli arretrati che vanno dai 145,02 euro ai 241,48 euro.

                        Strumenti bilaterali

                          Nell’ottica di migliorare i rapporti sindacali fra i datori (professionisti) e i dipendenti il Ccnl prevede l’istituzione della Commissione paritetica nazionale che costituisce la sede adatta ove discutere di tutte le controversie collettive. Per rimuovere tutti gli ostacoli che impediscono il raggiungimento delle pari opportunit� uomo/donna sul lavoro, inoltre, si dar� vita a un gruppo di lavoro ad hoc. L’ente bilaterale nazionale di settore, infine, costituir� la struttura che elaborer� tutte quelle iniziative volte a migliorare la qualit� della prestazione professionale. Successivamente si metter� in campo anche una contrattazione di secondo livello. (riproduzione riservata)