I dipendenti Autogrill scioperano e da McDonald’s si replica

07/11/2000
   


07 Novembre 2000







Digiuno di notte
I dipendenti Autogrill scioperano da una settimana per la sicurezza sul lavoro. E da McDonald’s si replica
ANTONIO SCIOTTO

Non succede solo da McDonald’s. In sciopero, già da una settimana, sono pure i cassieri di Autogrill, del gruppo Benetton. Se questa mattina 15 ex dipendenti del McDonald’s fiorentino di Via Cavour torneranno a manifestare contro le vessazioni ricevute negli ultimi anni, i lavoratori di Autogrill, per scioperare, scelgono la notte.
I problemi degli Autogrill, infatti, si vedono soprattutto al buio, quando sopraggiungono i pericoli notturni e lavorare in autostrada può rivelarsi davvero rischioso. Tredici dipendenti del locale di Reggello Ovest (Firenze) hanno deciso di scioperare tutte le volte in cui l’azienda assegna loro dei turni notturni solitari. "Dal 30 ottobre – dicono – scioperiamo 4 o 8 ore a notte, perché fare quel turno è troppo pericoloso. E continueremo fino all’8 dicembre".
Possono sembrare timori eccessivi, ma a scorrere la storia di Autogrill si scopre invece che il problema della sicurezza notturna dei cassieri è realmente una grossa gatta da pelare per l’azienda. "Già negli anni che vanno dal ’95 al ’97 – spiega Sandro Pesce, delegato Filcams-Cgil nell’area di servizio Stura Ovest (Alessandria) – i dipendenti dell’area di Sebino, nel bresciano, hanno corso grossi rischi. Gli avventori notturni, nei week end, sono spesso ubriachi e fatti di ecstasy. C’erano continuamente danni alle macchine, furti, minacce agli impiegati e molestie sessuali alle impiegate, tanto che i dipendenti hanno dovuto scioperare mesi interi per ottenere una squadra di sicurezza. Per quanto riguarda il rispetto dei contratti sugli orari siamo messi meglio rispetto a McDonald’s, ma anche da noi ci sono casi in cui alcuni part-time vengono forzati".
I rapporti sindacali di Autogrill sono più tesi ultimamente. In una lettera congiunta, i tre sindacati di categoria hanno chiesto che non vengano utilizzate, in caso di sciopero, squadre ad hoc di dipendenti più deboli – primi tra tutti, quelli assunti con contratti di formazione lavoro – di fatto più pronti, a causa della propria precarietà, a sostituire chi non si reca al lavoro.
Il prossimo 21 novembre sarà pronta la piattaforma sindacale per discutere il rinnovo del contratto nazionale. Nei 3700 ristoranti italiani Autogrill lavorano oltre 9600 persone. Il giro d’affari del 1998 è stato di 4700 miliardi di lire. Incassati soprattutto dal Gruppo Benetton, che, attraverso la finanziaria Edizione Holding, detiene il 57% di Autogrill.
E dagli scioperi notturni firmati Autogrill, si può tornare alle manifestazioni mattutine dei dipendenti McDonald’s. Per scongiurare la protesta che si svolgerà oggi a Firenze, il gestore del locale di Via Cavour – che ha visto l’autolicenziamento di oltre 15 lavoratori in due mesi – ha incontrato ieri il rappresentante della Filcams, che ormai rappresenta soltanto un lavoratore-superstite. Sindacato e azienda hanno discusso una gestione più umana degli orari di quest’ultimo, ma i ragazzi dimissionari non sono stati ammessi all’incontro. Delusi, annunciano battaglia per i prossimi mesi, soprattutto a forza di vertenze giudiziarie: "Non chiederemo soltanto il risarcimento per i part-time violati, che ci potrebbero "fruttare" anche 6-7 milioni per ogni anno di servizio, ma a questo punto denunceremo anche tutte le vessazioni che abbiamo subito". Avranno da fare, i ragazzi, soltanto fino alla conclusione della loro manifestazione. Per il resto, hanno già collezionato un’altra esclusione: il presidente della Provincia di Firenze, che ha invitato la McDonald’s Italia e i sindacati per il pomeriggio, non li ha inclusi nel parterre. D’altra parte, ormai il lavoro lo hanno perso. Sono giovani, si rifaranno.