I contributi sociali più alti? In Italia

23/10/2003



      Giovedí 23 Ottobre 2003
      I contributi sociali più alti? In Italia


      ROMA – Riduzione del carico fiscale nei paesi Ocse sia per il taglio delle tasse operato a livello governativo, sia per il rallentamento dell’economia. E intanto il carico tributario resta in Italia al di sopra della media europea. Se infatti nel triennio 2000-2002 la media dei paesi europei vede un calo dal 41,4% del 2000 al 41 del 2001 al 40,5 del 2002, per il nostro Paese i valori per questo triennio vanno dal 41,9% al 42 per scendere nel 2001 al 41,1. Sono queste le indicazioni che emergono dal rapporto 2003 dell’Ocse sul livello e sulla composizione del prelievo tributario nei paesi che aderiscono all’Organizzazione per la cooparazione e lo sviluppo economico, che fa riferimento ai dati definitivi del 2001 e a quelli provvisori per il 2002 (anche se rispetto a quest’ultimo anno mancano solo i dati di tre paesi). Il rapporto dell’Ocse calcola il livello dell’imposizione in rapporto al prodotto interno lordo dei singoli paesi. In questo contesto il livello del prelievo all’interno della Ue resta di circa quattro punti (2000 e 2001) al di sopra della media Ocse, tenendo però conto che la media dei paesi Ocse americani non raggiungeva nello stesso biennio il 28% e che la stessa media europea calava (di circa due punti) considerando non solo i paesi Ue, ma anche quelli che all’unione non appartengono, come la Svizzera e la Turchia. Interessanti gli scostamenti che l’Italia presenta in rapporto alla media europea per quanto riguarda la composizione del prelievo. Se si considerano infatti le imposte sui redditi e sui profitti, il livello italiano per il 2001 si attesta infatti al 14,4% del Pil (media Ue al 14,6 e media Ocse al 13,4) e al 34,2% della tassazione complessiva (Ue al 35% e Ocse al 36 per cento). Il prelievo sulle persone fisiche pesa in Italia per il 10,9% del Pil (lievemente al di sopra della media comunitaria e di quella Ocse) e al 25,9% delle entrate fiscali complessive (poco più del livello Ue e meno di quello Ocse). Il prelievo sulle società invece si colloca al 3,6% del Pil e all’8,6% del totale delle entrate fiscali, dati in linea con le medie Ocse e comunitarie, quando non più favorevoli per le imprese made in Italy. Il carico resta invece più pesante in Italia per quanto riguarda il prelievo per la previdenza sociale. Qui l’Italia, collocandosi al 12,2% del Pil e al 29% della tassazione totale, supera notevolmente sia le medie Ocse (che sono rispettivamente pari al 9,4% e al 25,1%) che quelle comunitarie (11,4% e 27,9%). E decisamente di segno negativo la collocazione italiana rispetto ai contributi sociali a carico dei datori di lavoro: 8,5% del Pil (Ocse 5,8 e Ue 6,6%) e 20,1% del prelievo complessivo (Ocse 15,2 e Ue 16,1). Meno pesante delle medie europee ed Ocse invece le imposte su beni e servizi (10,8% del Pil e 25,6% del prelievo) e le imposte sui consumi (9,8% del Pil e 23,2 per cento della tassazione complessiva). In progresso in Italia il peso del prelievo locale, che si attesta al 12,2 per cento nel 2001 (nel 1975 era allo 0,9% e nel 1985 al 2,3), mentre diminuisce rispetto al 1985 il peso del prelievo "centrale": dal 62,3 al 58,6 per cento (valore comunque ancora superiore al 53,2% del 1975).

      ANTONIO CRISCIONE