I consumi restano fermi

06/05/2004

        sezione: ECONOMIA ITALIANA
        data: 2004-05-06 – pag: 16
        autore: VINCENZO CHIERCHIA
        I consumi restano fermi
        MILANO • Più elettrodomestici, prodotti innovativi (hifi, video e fotografia) e servizi telefonici, mentre segnano il passo alimentari e abbigliamento, e perdono terreno cosmetici e calzature. Questo, in sintesi, lo scenario della spesa delle famiglie italiane nel 2004 elaborato da Prometeia-Club consumo, in base a stime tendenziali sulle quantità vendute. E appare ormai assodato che prima del 2005 non si potrà parlare di ripresa dei consumi. La stima è di una crescita globale dello 0,8% dei consumi quest’anno in frenata dopo il modesto +1% del 2003 (+0,5% per gli alimentari e +0,8% per i beni non food). Alimentari. Le previsioni di Prometeia-Club consumo sottolineano che nell’ambito del comparto alimentare gli unici capitoli a far registrate nel 2004 una crescita apprezzabile sono il pesce (+1%) e le bevande (+1,4%). Per la carne si profila un leggero recupero (+0,3%) dopo il -2,2% accusato lo scorso anno. Andamento simile per frutta e ortaggi: +0,5% dopo il -2,9% del 2003. Prometeia comunque si attende incrementi dei prezzi apprezzabili per ortofrutta (+6%) e carne (+3,2%). L’indagine ha poi evidenziato attese positive sulle performance di vendita dei surgelati: +2,5% l’anno nel periodo 2004-2006. In aumento (+1,1%) anche la domanda di prodotti alimentari salutistici. Elettrodomestici. Tra i prodotti non alimentari in evidenza gli elettrodomestici. Il brillante risultato del 2003 (+11% le vendite in volume) dovrebbe proseguire anche quest’anno e le stime Prometeia accreditano il comparto di una crescita del 2,3% delle vendite, grazie anche alla continua crescita del credito al consumo. La domanda privilegerà in particolare cucine e piccoli apparecchi per la casa (+3% per entrambi i comparti), ma a marciare ben spediti saranno gli elettrodomestici bruni, accreditati di un +10% delle vendite dopo il +57,7% del 2003. Gli italiani stanno infatti sostituendo il parco dei vecchi televisori con apparecchi più moderni. Buone le performance di vendita della fotografia (+11%) anche in questo caso sull’onda del passaggio al digitale. In crescita anche la spesa per il software audio-video (+12% nel 2004). Arredamento. Il mercato dell’arredamento resta abbastanza calmo. Dopo il +0,6% del 2003 le previsioni sulle vendite del 2004 — secondo Prometeia Club consumo — sono orientate su un +0,9 per cento. Il mercato dovrebbe ripartire, secondo le previsioni, solo nel 2005. Quest’anno il comparto un po’ più dinamico sarà quello della cristalleria e casalinghi (+1%). Abbigliamento. Dopo il -1,3% dello scorso anno il mercato dell’abbigliamento tirerà appena il fiato nel 2004. La previsione è di una crescita delle vendite solo dello 0,4% in generale, con risultati migliori per l’abbigliamento sportivo donna (+1,7%) e uomo (+1,2%). La crescita dei prezzi dovrebbe attestarsi intorno al 2,5% in media quest’anno. Le calzature continueranno ad avere difficoltà. Le previsioni sono addirittura di un peggioramento (-1,2%) dopo il -0,8% rilevato nel corso del 2003. I prezzi dovrebbero aumentare in media del 3,1 per cento. La domanda di pelletteria risulta in recupero. Nel 2003 è stata registrata una flessione dei consumi pari al -0,8% mentre per quest’anno si stima un recupero nell’ordine dello 0,9 per cento. Il mercato della gioielleria, inoltre, dovrebbe crescere di un altro 0,7% dopo il +1,5% del 2003 a fronte di una crescita media dei prezzi tra il 2,7 e il 2,8 per cento. Cosmetici. Gli italiani sono più attenti ai prezzi e quest’ orientamento ha creato qualche difficoltà nel macrosettore della bellezza. Dopo il -1,4% del 2003 la spesa degli italiani per il settore igiene e cosmesi è destinata a calare dell’1,6% almeno — rilevano i ricercatori di Prometeia — così come la domanda di profumi calerà dello 0,9% (-2,2% nel 2003). Cultura e comunicazioni. Calma piatta quest’anno per quanto riguarda la spesa per i libri, mentre gli italiani — secondo l’indagine — spenderanno molto di più per apparecchi telefonici (+2,5%) e servizi tlc (+1,8%); +1,1% per l’istruzione